Scontri al CARA. Salvini: «Il centro deve chiudere»

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[dropcap size=big]S[/dropcap]contri verbali fra fazioni contrapposte a Mineo, nel Centro accoglienza richiedenti asilo (CARA), in occasione della visita di Matteo Salvini. Il CARA è al centro dell’attenzione pubblica per una presunta storia di tangenti. Nei giorni scorsi è arrivata la decisione della Procura di Catania di scrivere undici nomi nel registro degli indagati, dopo la denuncia di “gara illegittima” proveniente dal presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone, in seguito ad alcune testimonianze ricavate dall’indagine “Mafia Capitale”, che fanno riferimento a un presunto business della gestione degli immigrati. Tra gli indagati compare il nome di Giuseppe Castiglione, Ncd, sottosegretario all’Agricoltura, che negli anni passati gestiva il centro come commissario. Proprio Castiglione e il sindaco di Mineo Anna Aloisi (Ncd) vengono oggi difesi dai lavoratori del CARA, che definiscono Castiglione “una persona per bene”. Se da una parte ci sono i lavoratori e altre persone che sostengono a spada tratta il CARA, inveendo contro Salvini, reo, a parer loro, di aver disprezzato fino a pochi anni fa la Sicilia, per poi venire oggi a interessarsi solo per scopi elettorali, dall’altra parte molte persone, tra cui numerosi pensionati, espongono manifesti pro-Salvini, affermando di non voler gli immigrati sull’isola. All’arrivo del leader leghista, oggi nei paesi del sud con il suo partito “Noi con Salvini”, le due fazioni si sono affrontate verbalmente, presidiate da Carabinieri e Polizia per evitare il peggio. Matteo Salvini al suo arrivo ha subito parole dure per Renzi e Alfano: «Devono dimettersi subito» esclama ai giornalisti. «Da quattro mesi c’è una interrogazione della Lega e loro due non dicono niente. Vogliamo sapere come vengono spesi i 150milioni di denaro pubblico. Li usiamo per mantenere gente che gioca a pallone». Il leader leghista reclama i “presunti profughi” via dall’isola e chiede più controlli. «Non è normale che in Sicilia, dove un giovane su due non lavora, qualcuno si arricchisca con il business degli immigrati. Questo centro andrebbe chiuso!» Intanto la procura di Catania svolge le sue indagini per comprendere meglio la vicenda. Mentre Castiglione si professa estraneo ai fatti.

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