Barcellona-Real Madrid, El Clasico: una sfida nella sfida

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Nessun dubbio che Barcellona-Real Madrid rappresenti la bilancia del calcio europeo. L’evento, dal cuore agonistico e dalla vocazione epica, rotola facilmente nella cultura, non solo nello sport. La classifica aggiunge pepe ad un piatto che nessuna carestia potrà mai sfigurare. Vediamo. Il Real Madrid è secondo in classifica con 64 punti, preceduto dal Barcellona con 65 punti. Avete presente quelle sfide ciclistiche dove i duellanti fanno, in gergo, “l’elastico”? Barcellona-Real Madrid sarà anche questo, visto il divario spicciolo che li separa. La rivalità confina con la politica, con il credo, con la filosofia. Il Barcellona è un giardino di progetti. Sono progetti di fuoriclasse tutti i bambini che la società prende per strada, alleva e butta nella mischia, sperando che diventino eroi multitasking e multimediali. Il Real Madrid è più imperiale e imperialista, meno genitore e più imprenditore di talento. La sfida si aggroviglia nelle sue pieghe, nelle sua piaghe, nei suoi campioni. Cristiano Ronaldo e Messi, per esempio: il meglio che il calcio moderno possa offrire. Non sono giocatori o, semplicemente, rivali. Sono partiti di posizioni, idee, contrasti. Un po’ come Coppi e Bartali, Nadal e Federer. Diversi, per questo unici. Non dividono semplicemente: fanno dividere, tracciano confini. Come Real Madrid e Barcellona, le squadre di cui sono simboli. La sfida rappresenta uno strappo alla routine. Tutta la Spagna si ferma, e con lei fa ugualmente mezzo mondo di appassionati, tifosi, cultori di sport, mendicanti di bellezza, seminatori di zizzania, praticanti di pronostici, e tanti altri tipi umani. Oggi è il giorno, l’attesa si sgretola, questa notte sarà di Barcellona-Real Madrid. Una partita in cui l’unico patto che tiene è non scendere a patti con nessuno, figuriamoci col rivale di una vita.

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