Palermo, così rischi di rovinare la stagione!

 -  -  2


La sconfitta contro il Milan da parte del Palermo testimonia un dato abbastanza chiaro: i rosa sono  in crisi di gioco e di risultati. Calo fisiologico, sfortuna, appagamento. Sta di fatto che sono molteplici i fattori alla base di questa mini crisi. Sarebbe davvero un peccato adesso rovinare con un finale così anonimo un’annata in cui la squadra ha espresso importanti valori tattici, tecnici e morali regalando momenti di grande calcio. Nonostante i limiti strutturali e le perplessità diffuse sull’effettiva conformità dell’organico al perseguimento dell’obiettivo. A Iachini ed ai suoi uomini il compito di riannodare i fili della tensione. Nove partite non sono poche. Finire bene la stagione in corso creando interessanti presupposti per la successiva. Missione non semplice ma è doveroso provarci.

Mettere da parte chi ha già la testa altrove, intanto. A cominciare dall’ormai ex capitano Edgar Barreto, che avrebbe fatto bene a gestire mediaticamente in maniera diversa la sua presa di posizione. Chiarendo pubblicamente i criteri e le ragioni che lo hanno indotto a decidere di non rinnovare il contratto con la società di Viale del Fante. Manifestando rispetto, riconoscenza e gratitudine verso il club e la piazza che ha rappresentato in questi anni. Non lesinando inoltre mai sudore e impegno, sia chiaro, contribuendo in maniera significativa, con un notevole apporto sul piano agonistico e tattico, al conseguimento dei successi recenti. Il suo silenzio sulla vicenda non è stata una scelta strategicamente felice. Ha inevitabilmente inasprito il clima attorno a lui acuendo la delusione del pubblico. Creando un alone di esasperante ed indecifrabile mistero, issando un muro di incomunicabilità che ha alimentato, suo malgrado, ancestrali illazioni ad ogni infortunio, ad ogni passaggio sbagliato, ad ogni tackle perduto, ad ogni cartellino giallo.

Chi dovrebbe essere stato accantonato per davvero, invece, è il difensore centrale Claudio Terzi, che ha pagato la pessima prova contro il Chievo nella sconfitta rimediata al Bentegodi. Contro il Milan, infatti, l’ex Siena è rimasto fuori per scelta tecnica. Un vero e proprio campanello d’allarme, quello del reparto difensivo,  che col rientro del costaricano Gonzalez e lo spostamento di Vitiello nel ruolo di centrale (Andelkovic era squalificato ndr) sembrava non dover essere replicato, invece il Palermo sceso in campo contro i rossoneri ha dimostrato ancora una volta di essere vittima di gravi ed evidenti  lacune difensive, con un reparto che non riesce ad essere compatto, a trovare il giusto assetto. C’è da dire, comunque, al di là di tutto, che il carattere di questa squadra è praticamente svanito, al punto da non accennare neanche una minima protesta all’ennesima decisione del direttore di gara in favore del Diavolo. Eppure in qualche occasione la voce si sarebbe dovuta alzare. Eccome. Ma non è successo e questo non fa altro che rispecchiare il cammino dei rosanero, una formazione che, con in tasca 35 punti, adesso si trascina a stento verso la data del 31 maggio.

Bisogna prendere decisioni drastiche, in ogni caso. Attuare scelte ben precise. Come quella di dare spazio, da qui in avanti, a chi ha giocato meno e soprattutto a quei prospetti che rappresenteranno il futuro di questo Palermo. A cominciare dal bulgaro Chochev, che in quest’ultima parte di stagione potrebbe ritagliarsi uno spazio importante per testare i suoi margini di crescita. Stessa logica ovviamente vale anche per Andrea Belotti e lo svedese Robin Quaison (uno dei migliori contro il team guidato da Pippo Inzaghi ndr). Così come per i giovani gioielli della primavera, Bentivegna e La Gumina, che hanno già esordito in campionato, seppur per qualche scampolo di gara. Una volta acquisita la matematica certezza della permanenza in A, pertanto, a tutti questi profili sarà necessario concedere un minutaggio maggiore.

2 recommended
50 views
bookmark icon