Presentata la riapertura e i restauri delle Collezioni Comunali d’Arte di Bologna

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A conclusione dei lavori di ripristino e consolidamento strutturale sulla copertura di Palazzo d’Accursio, da giovedì 18 aprile 2019 le Collezioni Comunali d’Arte riaprono definitivamente al pubblico con importanti lavori di restauro e interventi migliorativi in un percorso di visita in parte rinnovato.

Inaugurazione mercoledì 17 aprile h 17.30.

Bologna, 16 aprile 2019 – Conclusi i lavori di ripristino di una porzione del coperto di Palazzo d’Accursio avviati nel febbraio 2018, le Collezioni Comunali d’Arte riaprono definitivamente al pubblico con importanti interventi migliorativi realizzati sotto il profilo strutturale, tra cui il restauro della Galleria Vidoniana.

Il percorso espositivo, in parte rinnovato per esigenze conservative ed espositive ed incremen­tato di tre sale, è nuovamente fruibile nella sua interezza a partire da giovedì 18 aprile 2019, in tempo utile per consentire di visitare uno scrigno ricco di bellezze e tesori nel cuore della città ai cittadini e ai turisti che sceglieranno di trascorrere a Bologna le festività pasquali all’insegna dell’arte e della cultura.

Il momento inaugurale ufficiale si svolgerà mercoledì 17 aprile alle ore 17.30.

Il piano di cantiere, gestito e finanziato dal Settore Manutenzione del Dipartimento Lavori Pubblici, Mobilità e Patrimonio del Comune di Bologna – sotto la direzione dei lavori composta dall’ing. Giovanni Manfredini, dall’arch. Benedetta Corsano Annibaldi e dai geometri Alberto Frascaroli, Sacchetti e Donato Tinari – ha interessato la porzione prospiciente il rinascimentale Cortile d’Onore e una parte del complesso affacciata su Piazza del Nettuno in corrispondenza di alcune sale del museo situato al secondo piano del Palazzo Comunale che, dal 1936, ospita non solo importanti raccolte di dipinti, sculture, arredi e suppellettili, ma include gli ambienti adi­biti a residenza privata dei cardinali legati, i rappresentanti dello Stato Pontificio che dal XIII al XVIII secolo ressero il governo della città.

L’imponente intervento ha consentito di sanare le anomalie strutturali determinate dai numero­si lavori che si sono succeduti nei secoli per adattare gli spazi alle funzioni di governo, operan­do non solo sul consolidamento statico dei coperti e dei sottotetti, ma anche sui soffitti di nu­merose stanze sottostanti (sale 4, 5, 19 e 20 del museo), con il rafforzamento degli arellati del­le volte, ovvero l’ordito stuoiato di supporto all’intonaco. Il cantiere ha inoltre offerto l’oppor­tunità di eseguire su alcune opere e decorazioni ad affresco importanti interventi conservativi e acquisire ulteriore documentazione sulle condizioni di questi materiali.

Con la riapertura è possibile, in particolare, ammirare il restauro conservativo della Galleria Vidoniana nell’Appartamento del Legato, eseguito dall’impresa Leonardo S.r.l. – soggetto aggiudicatario dei lavori – a titolo di apporto migliorativo rispetto al progetto preliminare posto a base di gara. Tale sala di rappresentanza, insieme alla Sala Urbana, è tra gli ambienti di mag­gior effetto per il visitatore: vi è infatti conservata la straordinaria serie di 18 dipinti realizzati da Donato Creti per Marcantonio Collina Sbaraglia, donati al governo cittadino già nel 1744. Area di snodo tra le diverse ali dell’appartamento, il cui suggestivo affaccio, su Piazza Nettuno da un lato e via Indipendenza dall’altro, ne fa una delle attrazioni del Palazzo Comunale, fu fatta realizzare nel 1665 dall’eminente cardinale legato Pietro Vidoni. Per rendere omaggio al papa che gli aveva affidato l’importante incarico, il cardinale commissionò una decorazione del soffitto in cui si avvicendano soggetti mitologici ed allegorici, in un complesso programma cele­brativo del potere papale e della figura di Alessandro VII.

La considerevole ampiezza della struttura su cui è stata eseguita la pittura, realizzata dal figu­rista Giovan Battista Caccioli e dal quadraturista Domenico Santi, ha fatto sì che nel corso dei secoli si fossero aperte delle crepe, chiuse e ritoccate con materiali e tecniche non sempre coerenti con l’intervento originale. Inoltre i restauri degli anni trenta del Novecento, condotti con la finalità di rendere meglio leggibili i dipinti, avevano in molti punti rifatto la pittura ed erano stati realizzati su superfici annerite da depositi di sporco, alterando di fatto l’equilibrio cromatico della decorazione. L’intervento appena concluso ha risanato la struttura della super­ficie pittorica, consolidandone le porzioni danneggiate ed effettuandone una scrupolosa pulitu­ra, permettendo nuovamente di apprezzare la leggerezza dello sfondato architettonico, la com­plessità cromatica e la felicità d’invenzione degli affreschi.

Per migliorare le condizioni ambientali nella stessa Galleria Vidoniana e nelle sale dell’ala alle­stita a pinacoteca (dalla 5 alla 9), i precedenti infissi sono stati sostituiti con serramenti ad alta prestazione in vetrocamera basso-emissivo, con l’obiettivo di garantire un’adeguata con­servazione delle importanti opere esposte.

L’intervento estetico e funzionale su questi ambienti ha permesso di recuperare inoltre le tap­pezzerie bolognesi in prezioso damasco di seta, che rivestono interamente le cosiddette tre sale Rusconi (11, 12, 13) ricreando la dimensione privata delle dimore aristocratiche bolognesi del XVIII secolo. Il complesso restauro, condotto da Manuela Farinelli, oltre ad aver eliminato polvere e sporcizia dalle fibre, ha consolidato i lunghi teli serici, fermando i tagli causati negli anni dall’usura con una tecnica che mimetizza anche i danni, restituendo equilibrio estetico alle stanze.

Nel periodo di attività del cantiere, pur avendo dovuto chiudere temporaneamente a rotazione alcune sezioni del museo per consentire lo svolgimento in sicurezza dei lavori, la fruizione di una parte rilevante dell’ampio patrimonio permanente è stata salvaguardata e valorizzata, creando opportunità per nuove narrazioni e esperienze di visita. Due progetti espositivi, orga­nizzati dai Musei Civici d’Arte Antica con la curatela di Silvia Battistini e Massimo Medica, hanno infatti rivisitato l’ordinamento originario della maggior parte delle opere alla luce di criteri te­matici e prospettive interpretative rinnovate, proponendo accostamenti inediti, prestiti e pre­sentazione di lavori solitamente conservati in deposito.

In particolare, Creti, Canova, Hayez. La nascita del gusto moderno tra ‘700 e ‘800 nelle Collezioni Comunali d’Arte (17 marzo – 7 ottobre 2018) si è soffermata sulla ripresa ricorsiva di modelli delle epoche precedenti da parte degli artisti che operarono durante il XVIII e il XIX se­colo, mettendo a confronto stili e iconografie di importanti autori non solo bolognesi in una sin­tesi da cui sarebbe nato il gusto contemporaneo con le avanguardie del primo Novecento. L’anima e il corpo. Immagini del sacro e del profano tra Medioevo ed Età Moderna (10 no­vembre 2018 – 17 marzo 2019) ha indagato l’evoluzione iconografica tra il XIII e il XVIII secolo di un tema fondamentale nella cultura figurativa occidentale, la rappresentazione del divino e della figura umana, attraverso la ricca collezione di sculture e di dipinti medievali, le preziose tavole di Francesco Francia, Amico Aspertini, Luca Signorelli e le tele di Prospero Fontana, Lu­dovico Carracci, Michele Desubleo, Guido Cagnacci, Donato Creti, Gaetano Gandolfi, Pelagio Pa­lagi.

Le iniziative sono state rese possibili grazie alla stretta collaborazione tra il Settore Manuten­zione del Comune di Bologna e l’Istituzione Bologna Musei, con il coinvolgimento della Soprin­tendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le pro­vince di Modena, Reggio Emilia e Ferrara e il Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Bologna, per ottenere le necessarie autorizzazioni agli spostamenti delle opere, agli allesti­menti temporanei e agli interventi di manutenzione e restauro che si sono resi necessari. Tra questi, la messa in sicurezza della pala con Madonna in adorazione del Bambino, con i santi An­tonio Abate e Bernardino, realizzata per i Bentivoglio nel XV secolo e collocata in origine nella chiesa dell’Osservanza, effettuata dagli esperti professionisti di Leonardo S.r.l. nella modalità di cantiere visibile al pubblico, attraverso l’allestimento di un apposito laboratorio all’interno del­la Sala Ottagonale.

Da ricordare inoltre la dotazione di un funzionale sistema di appendimento dei dipinti in tre ul­teriori sale (23, 24, 25), utilizzate per allestire parte delle opere spostate e aggiunte al per­corso di visita in collegamento alla Sala Farnese. Gli spazi permettono di esporre numerose pit­ture solitamente conservate in deposito, presentate in tre sezioni tematiche: una dedicata alla natura morta, una al paesaggio e la terza alla collezione dei ritratti degli studenti del Collegio dei Nobili (XVIII – XIX secolo). Questi spazi affacciati sul Cortile d’Onore del palazzo appartene­vano originariamente all’appartamento del Cardinale Legato ed erano stati inclusi nel primo al­lestimento del percorso museale

Tutte le migliorie e i restauri citati, oltre alla ridipintura della sala 5, l’installazione di un ulte­riore sistema di illuminazione nella Galleria Vidoniana e di lampade di emergenza in alcune sale del museo e, entro breve, la pulitura di una scultura di Cincinnato Baruzzi, sono stati finanziati dai proventi dei banner pubblicitari sui ponteggi allestiti in affaccio su Piazza Nettuno. Per la prima volta, la recinzione perimetrale della stessa area di cantiere è stata utilizzata per esporre banner informativi sul museo, mentre un altro importante momento di promozione ha visto il coinvolgimento di Bologna Welcome per la produzione di un video presentato in ante­prima sul palco di Piazza Maggiore durante la rassegna “Sotto le stelle del cinema” promossa dalla Fondazione Cineteca di Bologna, primo di una serie che in futuro verrà sviluppata anche per altri musei. Il video è visibile al link www.youtube.com/watch?v=wb4Qn47zOLQ.

La riapertura permanente delle Collezioni Comunali d’Arte e i lavori su parte delle coperture dei coperti si inseriscono nel quadro dell’ampio progetto di cura di Palazzo d’Accursio che negli scorsi mesi ha riportato all’originario splendore il celebre balcone degli sposi, le due aquile marmoree, una delle quali attribuita a Michelangelo, il grande portale di Palazzo d’Accursio che affaccia su Piazza Maggiore, il baldacchino e la Madonna con il Bambino di Piazza Maggiore, la Torre dell’orologio e tutti gli elementi decorativi litici del Cortile d’Onore. I lavori comprendono infine anche gli interventi tuttora in corso per il restauro della facciata di Piazza Nettuno

Un ingente investimento di risorse sul luogo simbolo per eccellenza in cui è racchiusa la storia e l’identità di Bologna, destinato ad avere un ruolo sempre più centrale come attrattore cultura­le, che conferma l’attenzione e la cura dell’Amministrazione Comunale verso il patrimonio sto­rico, artistico e architettonico della città.

Per scoprire gli affreschi della Galleria Vidoniana restituiti al loro splendore sabato 20 aprile 2019 alle h 10.30 si svolgerà la visita guidata La Galleria ritrovata: i restauri della volta della sala Vidoniana con Ilaria Negretti (RTI Senza Titolo S.r.l., ASTER S.r.l. e Tecnoscienza). Ingresso con biglietto museo.

Informazioni Collezioni Comunali d’ArtePalazzo d’Accursio, Piazza Maggiore 6 | 40121 Bologna tel. +39 051 2193998 | 051 2193631 www.museibologna.it/arteanticamuseiarteantica@comune.bologna.itFacebook Musei Civici d’Arte AnticaTwitter @MuseiCiviciBolo

Com. Stam.

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