Chiostro di San Domenico In scena Dido and Aenas e Otello, per la 71ª stagione lirica del Luglio Musicale Trapanese

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Sabato 10 agosto e lunedì 12 agosto nuovo appuntamento con la 71ª Stagione Lirica del Luglio Musicale Trapanese: sul palco del Chiostro di San Domenico, a Trapani, alle ore 21.00 va in scena il capolavoro Dido and Aeneas di Henry Purcell.

L’opera Dido and Aeneas di Henry Purcell rappresenta un vero e proprio unicum nella storia del teatro musicale europeo, in quanto primo saggio compiuto di opera britannica, con una stretta compenetrazione tra stile italiano e stile francese.

La composizione in tre atti è scritta su libretto di Nahum Tate e si rifece, oltre che all’Eneide soprattutto al suo Brutus of Alba, allestito nel 1679 al Dorset Garden Theatre: si tratta di un dramma in cui sono presenti i personaggi di Didone, Enea, Belinda e anche il gruppo delle streghe.

Dido and Aeneas prende corpo interamente intorno alla figura di Didone. Opera di grande coesione e concisione drammaturgica, Dido and Aeneas disegna un percorso psicologico ricco di sfumature teso a valorizzare la figura e la personalità dell’infelice regina di Cartagine interpretata da Nikolina Janevska. Ilaria Vanacore è una graziosa Belinda, Enea è per l’occasione Matteo Loi, il gruppo delle fattucchiere è dominato dalla Maga interpretata da Candida Guida cui si uniscono Marta Calcaterra e Lara Rotili (le due streghe e rispettivamente anche uno spirito e una seconda donna). Completa il cast Francesco Scalas (un marinaio).

La direzione musicale è affidata a Piergiorgio Del Nunzio. Lo spettacolo è firmato per la regia, le scene, le coreografie e i costumi da Isa Traversi.  Le luci sono di Michele Ambrose. Il Coro dell’Ente Luglio Musicale Trapanese è preparato da Fabio Modica.

DOVE ACQUISTARE I BIGLIETTI – Sarà possibile acquistare i biglietti al Botteghino dell’Ente Luglio Musicale Trapanese, sito in Viale Regina Margherita 1 (all’interno della Villa Margherita) dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle 16.30 alle 19.30, o al Chiostro di San Domenico un’ora prima dell’inizio dello spettacolo oppure online sul sito www.lugliomusicale.it

Costo biglietti: Intero € 10,00 – Ridotto € 7,00

Note di Regia 

“Quando gli dei vogliono punirti, esaudiscono i tuoi desideri” ed è così che ti trovi tra le mani intimidite la regia dell’opera perfetta, quella che da sempre veneri e che ti chiama, per inarrivabile grandezza, a limitare drasticamente l’uso dell’io, l’autocompiacimento essendo vizio di regia che già ‘infiniti lutti addusse’ anche alle più sublimi opere.

Ma al ‘vecchio Henry’ questo non si può fare. Non si può toccarlo con presunzione, occorre lasciarsene toccare e farsi condurre dal suo prodigio creativo alato e possente.

Per scoprire che tutte le parole sono illuminate dalla musica, che ogni gesto è in relazione con questa e solo lì trova ragione, non devi far altro che star lì, umile e in ascolto fino al tormento. Camminare da ospite delicata e grata in una grandezza irraggiungibile eppure ‘semplice’, come ogni capolavoro.

Attraverso la regia l’opera incontra i suoi destinatari che sempre invito a una genitorialità di fruizione attiva. Un’opera d’arte eccelsa come questa desta sempre felicità, il teatro è una liturgia che presuppone partecipazione rituale e condivisa.

Non importa se si dirà che il mio lavoro è bello o brutto, non importa se gli applausi si leveranno o no, mi importa invece che il pubblico venga via con me, con noi in scena, in orchestra e in platea. Perché nessuno si senta escluso o solo nel dono sommo della musica di Purcell, che attraverso il mito ci parla di noi. Di tutti noi.

Isa Traversi

OTELLO: opera della maturità, dramma psicologico di Giuseppe Verdi

Domenica 11 e martedì 13 agosto
ore 21.00
Teatro open air “Giuseppe Di Stefano”

Trapani

Per la 71ª stagione lirica dell’Ente Luglio Musicale Trapanese, in scena, al Teatro open air “Giuseppe Di Stefano”, a Trapani, Otello, penultimo lavoro teatrale di Giuseppe Verdi su libretto di Arrigo Boito tratto dall’omonimo dramma di Shakespeare.

Il debutto è fissato per domenica 11 agosto alle ore 21.00 (in replica martedì 13 agosto). Rappresentato, per la prima volta, al Teatro alla Scala di Milano il 5 febbraio 1887, Otello, rappresenta, insieme a Falstaff, un punto d’arrivo, di sintesi e d’apertura verso nuovi orizzonti. Un intreccio di passioni tanto assolute quanto devastanti: dall’odio maligno di Jago, alla cieca gelosia di Otello, sino all’amore innocente di Desdemona. L’opera è incentrata, infatti, sul personaggio di Otello e sugli intrighi del perfido alfiere Jago, che insinua nell’animo del protagonista il sospetto verso sua moglie Desdemona, scatenando in lui un’irrefrenabile gelosia sino al tragico finale.

L’opera andrà in scena con un nuovo allestimento firmato Andrea Cigni, con le scene e i costumi di Tommaso Lagattolla, un binomio già applaudito l’anno scorso a Trapani con l’opera “La Traviata” he sarà riproposta il 19 e il 21 agosto prossimi. Le luci sono di Fiammetta Baldiserri. Una messinscena di grande atmosfera. La direzione è affidata ad Andrea Certa. L’Orchestra e il Coro sono dell’Ente Luglio Musicale Trapanese. Il maestro del coro è Fabio Modica, mentre il maestro del coro di voci bianche “Carpe Diem” è Roberta Caly.

Sul palco un cast eccellente: nel ruolo di Otello, Kristian Benedikt, già veterano nel ruolo. Attesissimo il debutto di Francesca Sassu, nel difficile ruolo di Desdemona. Angelo Veccia è il perfido Jago.

Completano il cast: Simona Di Capua (Emilia), Tatsuya Kashi (Cassio), Marco Miglietta (Roderigo), Andrea Comelli (Lodovico), Federico Cavarzan (Montano) e Roberto Agnello (Un araldo).

DOVE ACQUISTARE I BIGLIETTI – Sarà possibile acquistare i biglietti al Botteghino dell’Ente Luglio Musicale Trapanese, sito in Viale Regina Margherita, 1 (all’interno della Villa Margherita), dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle 16.30 alle 19.30, online sul sito www.lugliomusicale.it

Costo biglietti: Platinum € 40,00 – Gold € 30,00 – Silver € 18,00 – Silver ridotto € 13,00 – Economy € 12,00

Note di regia

Questa è la storia di un uomo debole e insicuro (Otello) che soccombe alla malvagità di un personaggio frustrato. E’ la storia di un uomo (Jago) che, vinto dall’invidia e dal livore, desidera portare dolore e sgomento a chi gli è intorno e a chi è sopra di lui, per riscattare la propria mediocrità. E’ la storia di una donna e di un uomo (Desdemona e Otello) inghiottiti dagli eventi negativi di cui sono circondati. In una situazione in cui i contrasti (nello caso specifico quelli tra uomini) sono così forti da risolversi solo con gesti estremi, come ad esempio nell’altra morte della vicenda, quella di Roderigo per mano di Cassio.

Interessi primari di potere personale si sovrappongono a sentimenti e passioni che passano così in secondo piano provocando, tra l’altro, la morte dei due protagonisti. Desdemona è vittima (generosa), Otello è vittima (perdente), Jago è l’insoddisfatto codardo burattinaio che si fa carnefice per mano di altri. Quest’opera descrive molto bene la stupidità dell’uomo, una stupidità che quasi irrita nel momento in cui si manifesta.

I contrasti drammatici sono la meschina arroganza di Jago e la sottomessa volontà di Otello, la forza e la dolcezza di Desdemona e il crudele mondo entro al quale lei stessa si trova a vivere, la contrapposizione tra la voglia di potere di Jago e l’inconsapevolezza di Cassio. Ma anche la superficialità degli altri personaggi, troppo occupati a difendere una loro posizione piuttosto che accorgersi di essere vittime di una mente contorta. Non esiste l’amore in quest’opera così come potremmo concepire ‘una storia d’amore’ (esiste il racconto di un amore che viene messo in dubbio), esiste la bramosia, esiste il concetto del possesso, esiste la voglia di potere ad ogni costo. Rabbia, gelosia, invidia, stupidità, debolezza, acredine sono solo alcuni degli elementi che si mescolano al racconto della storia d’amore che vedrà un epilogo terribilmente reale.

Mi sono allontanato volontariamente da Otello descritto come un nero (o negro) comandante vittima di un perfido alfiere indicato come un diavolo accecato dall’invidia, seguendo il concetto (descritto anche da saggisti come Tomasi di Lampedusa) in cui il Moro è un condottiero latino (veneziano), e che probabilmente Moro è il cognome stesso del condottiero. Insomma: m’interessa raccontare una storia, non il colore della pelle di uno dei personaggi; questione che peraltro non interviene minimamente nello sviluppo della storia stessa.

Il tutto si svolge nella prima metà del Novecento, in una caserma in cui gli uomini (i soldati) animano la vita della piccola realtà in cui si trovano a vivere, su un’isola dell’Egeo appena occupata, con le loro donne e i figli e la presenza della popolazione locale. I personaggi sono molto più umani e vicini a noi di quanto si possa pensare.

I percorsi drammaturgici sono due: uno portato avanti dalla frustrazione e dall’invidia (e dall’odio che ne deriva) di Jago per Cassio e l’altro è rappresentato da ‘tutto il resto’ (il rapporto tra Otello e Desdemona, la vita nella caserma e sull’isola, i rapporti funzionali tra tutti i personaggi). Questo secondo percorso subirà una ‘disintegrazione’ grazie all’odio profondo presente nella storia. Ma Jago non è il male assoluto che tutto credono di vedere in questo personaggio, Jago è semplicemente un uomo come molti, inappagato dalla vita (come un impiegato modello che non riesce mai a far carriera per colpa di altri che immancabilmente gli passano avanti) e il livore e l’astio che egli stesso prova non sono altro che quei normali sentimenti di invidia e di rabbia che molti di noi, insoddisfatti della propria vita, provano nei confronti di altre persone. E Desdemona non è la donna docile e superficiale che pensiamo di riconoscere troppo facilmente quando affrontiamo la vicenda di Otello. Desdemona è una donna paziente, forte, materna, degna e anche coraggiosa che purtroppo non riesce a contrastare la forza e la stupida folle debolezza dell’uomo che ama e al quale soccombe, non senza aver lottato.

C’è una drammaticità tristemente vera. C’è la contemporaneità delle dinamiche che attraversano l’opera con i suoi personaggi. C’è anche un senso fortissimo di maschilismo che domina tutto e che passa sopra a tutto, anche a costo della vita, come la cieca crudeltà di un infantile di Otello nei confronti di Desdemona: la donna non viene ascoltata e men che meno creduta, ma semplicemente è ritenuta colpevole a prescindere e dunque deve essere punita. Ci sono i rapporti tra Jago, Roderigo, Cassio e la voglia di potere all’interno di una microsocietà in cui i personaggi vivono o la attraversano (Emilia, Montano, Lodovico…).

Da tutto questo deriva la necessità di rendere visivamente questa microsocietà e raccontare il contesto: di potere, di uomini, di donne, di frustrazione, di contrasto fisico e mentale, entro al quale tutto si svolge.

Otello è dunque un’opera ‘fisica’ e ‘mentale’. I contrasti passano dal corpo dei protagonisti, dalle lotte, dai maltrattamenti, dai corpi che vengono atterrati, dai piedi che schiacciano, dalle mani che picchiano, dal sudore, dal sangue, dalle lacrime, ma passano anche attraverso il contorto esercizio mentale che sottintende le dinamiche di potere e di sottomissione o dominanza tra i personaggi, dagli sguardi, dalle pause, dai silenzi, dalle mezze voci, dalle cose dette e non dette.

La triste realtà raccontata in Otello è il vero elemento di cui preoccuparsi oggi, quella che ritroviamo spesso anche nella nostra contemporaneità. Otello (e Verdi attraverso quest’opera) ci parla di come siamo. Desidero solo mostrare la disarmante crudeltà presente anche nel nostro quotidiano che questa storia racconta. Pensate per un attimo a ciò che vi circonda, alle persone a cui volete bene e a coloro che vi odiano. Leggete le cronache, ascoltate le storie della nostra società contemporanea. Io in questo ritrovo la storia di Jago, di Otello, di Desdemona, di Cassio e ritrovo così noi stessi. Neanche la morte è così terribile come il nostro quotidiano, la morte in fin dei conti è il nulla.

Andrea Cigni

Com. Stam.

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