Ars, Figuccia: “Pieno sostegno al governo ma adesso si apra ad una seria e convinta stagione di riforme”

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Appena approvato il collegato all’Ars. “Sono stato tra i più critici rispetto al fenomeno dei cosiddetti “collegati a grappolo” di questi mesi ma al netto della mia posizione, da parte delle opposizioni c’è stata un’alzata di scudi contro il marchettificio che per settimane ha intonato il coro del ‘no alle marchette’ e una volta eliminatele con opportune riscritture del testo, si è proceduto responsabilmente all’approvazione di alcune norme: forestali in economia diretta, stabilizzazione Asu, garanzie e riconoscimenti per gli Oss siciliani, il rimpinguamento del Fondo di garanzia le cui somme, a tutela degli operatori della formazione professionale, sono state vincolate” –

così Vincenzo Figuccia dopo l’approvazione finale del collegato a Sala d’Ercole. “Posto quanto sopra e approvato il collegato – prosegue il deputato centrista – partendo altresì dall’effettiva condizione finanziaria della Regione, si definiscano chiaramente le priorità della nuova sessione e si apra ad una seria e convinta stagione di riforme che questo governo ha già predisposto e disegnato anzitempo: consorzi di bonifica, ipab, polizia locale, governo del territorio e zone franche montane.Non possiamo restare a guardare inermi innanzi all’inarrestabile processo di desertificazione della nostra terra e i dati Svimez parlano chiaro: oltre 2 milioni di persone sono emigrate dal Sud Italia negli ultimi 15 anni, delle quali circa la metà giovani. Il rapporto “La demografia delle aree interne della Sicilia” realizzato dal Servizio statistica e analisi economica della Regione siciliana parla di Tre intere città “scomparse” nell’arco di una generazione in Sicilia. È come se nel giro di meno di 70 anni fossero spariti nel nulla tutti gli abitanti di Agrigento, Caltanissetta ed Enna con città completamente svuotate.I nostri straordinari comuni dell’entroterra, piccole bomboniere, spesso borghi più belli, minacciati dallo spettro delle insufficienze demografiche e da opportunità che non arrivano, sono teatro di un genocidio che svuota le nostre strade, le piazze, i campanili e inghiotte i giovani verso il vuoto. Lavoriamo quindi – conclude – per realizzare una vigorosa piantumazione di giovani, ossigeno di un entroterra che non può desertificarsi nel silenzio assenso”.

Com. Stam. ric.pubbl.

 

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