Cade il governo, per i siciliani la pacchia è finita

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La crisi di governo aperta ieri sera con le dimissioni del presidente del Consiglio  dei ministri Giuseppe Conte, chiude anche con le promesse rivolte dal governo  giallo-verde alla Sicilia e ancora oggi non mantenute in massima parte.

Dopo 15 mesi di guida nazionale a trazione M5s-Lega il tasso di disoccupazione nell’isola è rimasto uguale (20%), con un giovane su due senza lavoro e la più alta percentuale d’Italia di laureati e under trentenni che emigrano all’estero o al Nord, le vertenze Blutec e Almaviva ed altre ancora in alto mare, con oltre tremila posti di lavoro appesi ad un sottilissimo filo, le provincie, con tutto quello che ne consegue, ancora nel marasma più totale, le infrastrutture ancora ferme all’età della pietra, con le strade colabrodo, un piano rifiuti che manca, i cantieri sulla Palermo-Agrigento e sulla Caltanissetta-Agrigento ancora fermi, rimasta solo una promessa da marinaio l’autostrada Ragusa-Catania… Insomma, tante sono state le promesse fatte ai siciliani dal governo del cambiamento e tutte o quasi ormai riposte (per sempre?) nel cassetto del dimenticatoio.

Ciro Cardinale

Cs

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