Ars, Figuccia: “troppo servilismo, il mio partito è il popolo”

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“Autonomie locali, pubblica amministrazione e personale. Inizia oggi pomeriggio la discussione del primo collegato all’Ars e non tardano ad arrivare le prime reazioni.

“L‘analisi e l’apprezzamento ad una finanziaria, vanno fatti in funzione degli impatti che quel documento economico-contabile così atteso, possa o meno generare – a dirlo è Vincenzo Figuccia deputato dell’Udc all’Ars e leader del Movimento Cambiamo la Sicilia. Quale capacità ha questo testo di diminuire la disoccupazione, rilanciare l’attività della piccola e media impresa, intervenire sul prodotto interno lordo, ridurre il numero dei ragazzi che vanno via, fronteggiare il tema della disoccupazione di quarantenni e di cinquantenni che rischiano di non entrare più nel mercato del lavoro? Si gioca e si pesa in funzione di un emendamento che può portare alcune migliaia di euro a futili interventi che perorano cause troppo piccole, tipicamente connesse alla politica politicante. Per questo la forma che ha assunto questa manovra, è pari ad una sommatoria di emendamenti e di articoli raggruppati in collegati che di fatto, altro non sono che micro risposte a interessi troppo piccoli. Innanzi a questo servilismo generale che piega il parlamento ai mal di pancia di buon senso, rispondo al popolo che è il mio vero partito. Il popolo siciliano è in ginocchio e non mi sembra che emendamenti a grappolo che distribuiscono spiccioli e mance per mettere tutti d’accordo, risolvano il problema. Se è vero che dobbiamo trovare delle responsabilità in questo governo, manca in parlamento quell’autorevolezza a dispetto di quei capigruppo che sono disposti ad atteggiamenti servili. Ho lasciato poltrone di livello, figuriamoci se può essere altro ad indicarmi la strada di un percorso che non condivido. Una deresponsabilizzazione – insiste il parlamentare – dove prolifera la logica dello short-term col quale ci si affanna a raccogliere frutti acerbi, distruggendo ogni possibilità di programmazione e di sostenibilità.  Serve – esorta Figuccia – una politica illuminata che guardi ad una prospettiva più ampia sulla quale poter verificare la presenza di una maggioranza e non al domani, non su azioni di piccolo cabotaggio di cui ai siciliani interessa poco. Tale è la ragione per cui ritengo che in questa partita non ci sarò e mi asterrò dal voto in aula. Un’aula – conclude – impantanata in logiche che non mi piacciono e che vorrei veder volare sulle ali di una prospettiva nuova, capace davvero di cambiare e offrire speranza a questa nostra terra. Non un attacco a Musumeci quindi ma un richiamo alla responsabilità per quanti rischiano di dimenticare gli interessi della Sicilia”.

Com. Stam. Ric. Pubbl.

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