Salvini e Di Maio mantengono le promesse elettorali ma l’Italia crolla

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Ad un anno di governo Gialloverde con l’estate alle porte è giusto tirare le somme del lavoro svolto. Si è detto si al reddito di cittadinanza che di fatto ha tutelato le categorie più deboli, chiaramente compreso Rom e extracomunitari tanto odiati da Salvini,  sono diminuiti gli sbarchi e azzerati quasi del tutto almeno quelli delle ONG grazie anche però agli effetti dell’operato di Minniti che almeno si meriterebbe un piccolo ringraziamento dal popolo leghista, e il decreto sicurezza è da poco stato approvato.

Questo governo sta sicuramente mantenendo le promesse fatte in campagna elettorale, ma quali effetti sta avendo realmente sulla nostra economia? La crescita del Pil ha subito una brusca frenata causa anche la scarsa fiducia degli investitori stranieri, la disoccupazione è in crescita sfiorando il 10,3% e quella giovanile arriva addirittura al 31,9%, continuano ancora a chiudere le aziende e le piccole imprese a una velocità di circa di 10000 attività l’anno, insomma il resoconto economico delle scelte dell’attuale governo è catastrofico, specie se pensiamo che si era presupposto di abolire la povertà e il numero dei poveri  è cresciuto addirittura a 5 ML. Due casi eclatanti e da monito per la situazione sono la chiusura di mercatone uno che cessa l’attività lasciando a casa 1800,00 dipendenti, senza contare tutto l’indotto di artigiani e collaboratori esterni che ruotava attorno alla società, e subito dopo la  Whirpol che abbassa le saracinesche in Italia per terziarizzare la produzione all’estero. In Italia fare impresa rimane sempre difficile e districarsi tra burocrazie e tasse un’azione a dire poco eroica, specie se pensiamo che non si è fatto nulla per fermare la fatturazione elettronica che ha messo in difficolta migliaia di microimprese già sull’orlo del fallimento, una flat tax tanto attesa e non ancora arrivata e un sistema burocratico e sanzioni che continuano ad aumentare per difficoltà e costi. Non bisogna inoltre dimenticare i fatti legati all’ILVA situazione da tempo sulla scrivania dei nostri due vicepremier sempre impegnati in selfie e comparsate tv ma che di problemi reali poco si occupano. Quindi quale destino per il nostro bel paese bisogna immaginare specie ora che con il voto europeo si è dichiarato guerra agli alleati. Il futuro resta ancora tutto da scrivere ma dobbiamo ricordare che l’Italia vive di esportazioni specialmente legate al lusso, al desine e all’abbigliamento.

Carmelo Gangi

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