Dall’Università al lavoro Il Rapporto 2016 sul Profilo e la Condizione occupazionale dei laureati dell’Università di Palermo

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AlmaLaurea presenta il XVIII Rapporto sul Profilo e sulla Condizione occupazionale dei laureati italiani al Convegno “Formazione universitaria e posti di lavoro: proiezioni spaziali e temporali”, all’Università di Napoli Federico II

Le Indagini AlmaLaurea sul Profilo e sulla Condizione occupazionale ˗ presentate congiuntamente ˗ hanno coinvolto i laureati di 71 università delle 73 ad oggi aderenti al Consorzio. Il XVIII Rapporto sul Profilo dei laureati ha indagato le performance formative di quasi 270 mila laureati del 2015: in particolare, 154 mila laureati di primo livello, 77 mila laureati nei percorsi magistrali biennali e 32 milalaureati a ciclo unico.

Sono invece oltre 570 mila i laureati coinvolti nel XVIII Rapporto AlmaLaurea sulla Condizione occupazionale: laureati di primo e secondo livello, del 2014, 2012 e 2010 intervistati, rispettivamente, a uno, tre e cinque anni dalla conquista del titolo.

IL PROFILO DEI LAUREATI DELL’UNIVERSITÀ DI PALERMO

I laureati 2015 dell’Università di Palermo coinvolti nel XVIII Profilo dei laureati sono 7.876. Si tratta di 4.291 di primo livello, 1.969 magistrali biennali e 1.357 a ciclo unico; i restanti sono laureati pre-riforma o del corso non riformato in Scienze della Formazione primaria.

Per esigenze di sintesi si riporta in questa sede l’analisi delle performance formative dei laureati di primo livello e di quelli magistrali biennali.

La provenienza geografica e il background formativo

La quota di laureati di cittadinanza estera è complessivamente pari allo 0,7%: lo 0,4% tra i triennali e l’1,9% tra i magistrali biennali. L’1% dei laureati proviene da fuori regione; in particolare è sia l’1% tra i triennali che tra i magistrali biennali.

È in possesso di un diploma di tipo liceale (classico, scientifico e linguistico) il 69% dei laureati: è il 67% sia per il primo livello che per i magistrali biennali

La riuscita negli studi universitari

L’età media alla laurea, pari a 26,8 anni per il complesso dei laureati, varia tra i 25,5 anni per i laureati di primo livello e i 28,3 anni per i magistrali biennali. Su tale risultato incide però anche il ritardo nell’iscrizione al percorso universitario: non tutti i diplomati infatti si immatricolano subito dopo la conquista del titolo di scuola secondaria superiore.

35 laureati su cento terminano l’università in corso: in particolare, sono il 26% tra i triennali e il 62% tra i magistrali biennali.

Il voto medio di laurea è 104,7 su 110; in particolare, 101,2 per i laureati di primo livello e 110,5 per i magistrali biennali.

Le esperienze nel corso degli studi

Il 60% dei laureati ha svolto tirocini riconosciuti dal proprio corso di studi: sono il 69% tra i laureati di primo livello e il 52% tra i magistrali biennali (valore che cresce al 73% considerando anche coloro che l’hanno svolta solo nel triennio).

Le esperienze di studio all’estero riconosciute dal corso di laurea (Erasmus in primo luogo) riguardano il 9% dei laureati: il 6% per i triennali e il 9% per magistrali biennali (quota che sale al 12% considerando anche coloro che le hanno compiute solo nel triennio).

Il 48% dei laureati ha svolto un’attività lavorativa durante gli studi universitari: è il 47% tra i laureati di primo livello e il 55% tra i magistrali biennali.

La soddisfazione per l’esperienza universitaria

Per analizzare la soddisfazione per l’esperienza universitaria appena conclusa si è scelto di prendere in considerazione l’opinione espressa dal complesso dei laureati in merito ad alcuni aspetti.

L’80% dei laureati è soddisfatto del rapporto con il corpo docente. In merito alle infrastrutture messe a disposizione dall’Ateneo, 49 laureati su cento considerano le aule adeguate, 18 ritengono le postazioni informatiche presenti in numero adeguato e 77 valutano positivamente i servizi di biblioteca.

E quanti si iscriverebbero di nuovo all’Università? Confermerebbe la scelta del corso e dell’Ateneo il 56% dei laureati, mentre il 7% si riscriverebbe allo stesso Ateneo ma cambiando corso. 

LA CONDIZIONE OCCUPAZIONALE DEI LAUREATI DELL’UNIVERSITÀ DI PALERMO

L’Indagine sulla Condizione occupazionale ha riguardato complessivamente 13.366 laureati dell’Università di Palermo. La sintesi si concentra sull’analisi delle performance dei laureati triennali e magistrali biennali usciti nel 2014, intervistati a un anno dal titolo, e su quelle dei laureati magistrali biennali del 2012 intervistati a tre anni e del 2010 intervistati a cinque anni.

I laureati triennali tra Università e lavoro

L’Indagine ha coinvolto 4.821 laureati triennali del 2014 intervistati dopo un anno dal titolo, ovvero nel 2015.

Sebbene una quota elevata di laureati di primo livello, 60%, prosegua il percorso formativo con la magistrale, è utile fotografare le performance occupazionali di coloro che dopo la conquista del titolo hanno scelto di non proseguire gli studi e di immettersi direttamente nel mercato del lavoro.

Isolando quindi tra i laureati triennali coloro che non si sono mai iscritti a un corso di laurea magistrale (39%), è possibile indagare le loro performance occupazionali a un anno dal titolo. Il tasso di occupazione (si considerano occupati anche quanti sono in formazione retribuita) è del 46%, mentre quello di disoccupazione (calcolato sulle forze di lavoro, cioè su coloro che sono già inseriti o intenzionati a inserirsi nel mercato del lavoro) è pari al 42%.

Il 46% degli occupati può contare su un lavoro stabile, ossia contratti a tempo indeterminato o attività autonome effettive (liberi professionisti, lavoratori in proprio, imprenditori, ecc.). Il guadagno è in media di 1.001 euro mensili netti.

Ma quanti fanno quello per cui hanno studiato (richiesta della laurea per l’esercizio del lavoro svolto e utilizzo nel lavoro delle competenze apprese all’università)?

Sono 48 laureati su cento, i quali considerano il titolo molto efficace efficace per il lavoro che svolgono.

I laureati magistrali biennali a uno, tre e cinque anni dalla laurea

I laureati magistrali biennali del 2014 coinvolti ad un anno dal titolo sono 1.745, quelli del 2012 a tre anni sono 1.824 e quelli del 2010 a cinque anni sono 1.467.

A un anno

Il 57% dei laureati magistrali biennali del 2014, compresi coloro che sono in formazione retribuita, èoccupato. Il tasso di disoccupazione, calcolato sulle forze di lavoro, è pari al 33%. 40 occupati su cento possono contare su un lavoro stabile (contratti a tempo indeterminato e lavoro autonomo). Il guadagno è di 984 euro mensili netti e l’efficacia è pari al 52%. 

A tre anni

Il 69% dei laureati magistrali biennali del 2012 è occupato. Il tasso di disoccupazione è pari al 22%.

Gli occupati stabili sono il 51%. Le retribuzioni arrivano a 1.094 euro mensili netti. L’efficaciacoinvolge 55 laureati su cento.

Ma dove vanno a lavorare? Il 71% dei laureati è inserito nel settore privato, mentre il 22% nel pubblico. La restante quota lavora nel non-profit (7%). L’ambito dei servizi assorbe l’81%, mentre l’industria accoglie il 16% degli occupati. Marginale la quota di chi lavora nel settore dell’agricoltura. 

A cinque anni

Il 72% dei laureati magistrali biennali del 2010 è occupato. Il tasso di disoccupazione è pari al 19%.

Gli occupati stabili sono il 68%. Le retribuzioni arrivano a 1.195 euro mensili netti. L’efficaciacoinvolge 61 laureati su cento.

Ma dove vanno a lavorare? Il 76% dei laureati è inserito nel settore privato, mentre il 19% nel pubblico. La restante quota lavora nel non-profit (5%). L’ambito dei servizi assorbe l’83%, mentre l’industria accoglie il 15% degli occupati. Marginale la quota di chi lavora nel settore dell’agricoltura.

Com. Stam.

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