Pignatone (M5s): trovare il coraggio e la volontà politica per riorganizzare i lavoratori precari addetti al servizio forestale e spegnimento incendi

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Roma, 23 febbraio 2020 – “È ora di trovare il coraggio e la volontà politica per riorganizzare i lavoratori precari addetti al servizio forestale e spegnimento incendi delle varie regioni italiane.

Si tratta di una categoria di lavoratori presente in tutta Italia, ma soprattutto in alcune regioni, ad esempio la Sicilia, dove si conta un numero di precari superiore ai 25 mila. Lavoratori che troppo spesso si sono trovati, loro malgrado, dentro un sistema disorganizzato e precario; parliamo di lavoratori precari da 10 o 20 anni. L’alta concentrazione in alcune aree fa sorgere il sospetto che il reclutamento non sia stato effettuato solo per le esigenze del territorio e della comunità, ma possa essere legato, in alcuni casi, a logiche legate alla vecchia politica clientelare. Ma oggi è necessario andare oltre le polemiche e porre l’attenzione ai singoli lavoratori, la loro professionalità e la loro precarietà. La Regione Siciliana deve porvi rimedio, valorizzando e rispettando i lavoratori, e allo stesso tempo realizzando un migliore investimento delle risorse pubbliche”. Interviene così il deputato alla Camera del Movimento 5 Stelle Dedalo Pignatone, componente della commissione Agricoltura, che sta ricevendo numerose sollecitazioni dal territorio regionale e che recentemente ha visitato la sede dell’Azienda Foreste Demaniali della Regione Siciliana di Caltanissetta.

“Dobbiamo avere uno sguardo maturo e ridisegnare questo sistema, considerando che questi lavoratori, in effetti, vengono pagati anche nei mesi in cui non lavorano attraverso la disoccupazione. Una delle ipotesi, – dice Pignatone – potrebbe essere quella di stabilizzarli, facendo prestare loro servizio nei vari Enti pubblici, come i Comuni (sempre più in difficoltà per carenza di personale) o, ancora, i parchi pubblici, rendendo così più efficiente un sistema che ad oggi non funziona quasi del tutto”. “Peraltro, – aggiunge il deputato – l’attuale sistema, tra stipendi, indennità, ammortizzatori sociali e, da ultimo, alcune pronunce di risarcimento, non è più sostenibile anche da un punto di vista economico”. Il parlamentare Cinquestelle si riporta alle varie pronunce, in particolare alla pronuncia della Cassazione del 2019 contro la regione del Veneto e quella del tribunale di Ragusa contro la Regione Siciliana, condannate a risarcire i danni provocati ai lavoratori dal continuo precariato; ma anche a quelle di segno contrario, come quella del tribunale di Caltanissetta, segno di un sistema complesso e contraddittorio che deve essere risistemato e riorganizzato.

Infine, il deputato fa un’osservazione in merito ai lavoratori dell’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste della Sicilia, con cui si è confrontato recentemente durante un incontro presso la sede di Caltanissetta. “Di diversa natura ed entità, le problematiche che riguardano l’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste – conclude il deputato del Movimento 5 Stelle – che spesso viene confuso e associato ai lavoratori precari della forestale. Per fare chiarezza, sono due cose ben distinte e separate, l’Ispettorato è, infatti, un organo molto importante di polizia giudiziaria che coordina anche l’antiincendio (ad esempio, coordina gli interventi aerei), un corpo altamente specializzato di competenza della Regione Siciliana che, al contrario, accusa una gravissima carenza di personale. Aumentare gli ispettori forestali, con maggiori forze dell’ordine nei boschi e campagne, servirebbe anche a ridurre i furti nelle campagne limitrofe, garantendo indirettamente una sicurezza dei campi e ad evitare tragedie come avvenuto recentemente proprio in Sicilia”.

Com. Stam.

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