Catania e Taormina si tingono di viola in occasione della Giornata Internazionale dell’Epilessia

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Giornata Internazionale dell’Epilessia: Il 10 febbraio Catania e Taormina Si Illuminano di Viola”La solidarietà si propaga #liberalaricerca” il claim lanciato dalla Lega Italiana contro l’Epilessia (LICE)

Catania, 6 febbraio 2020 – Il prossimo 10 febbraio Catania e Taormina si tingono di viola. È in occasione della Giornata Internazionale dell’Epilessia che uno spettacolo di luci colorerà i luoghi magici della Sicilia orientale per contrastare i pregiudizi e stimolare la raccolta fondi a favore della ricerca scientifica su questa importante malattia. L’iniziativa è promossa dalla Lega Italiana Contro l’Epilessia (LICE) che per l’importante appuntamento lancia il claim “La solidarietà si propaga. #liberalaricerca”: un gesto solidale, infatti, può diventare contagioso e fare la differenza nella vita delle oltre 500.000 persone che in Italia sono chiamate a fare i conti con l’epilessia e le problematiche che ne derivano.

Qui di seguito i monumenti che verranno illuminati, a partire dall’imbrunire, nell’hinterland catanese e a Taormina:
1. Catania: Porta Ferdinandea, Piazza Palestro
2. Acireale (CT): Palazzo di città
3. Giarre (CT): Palazzo di città
4. Riposto (CT): Palazzo di città
5. Paternò (CT): Monumento dei Caduti, Piazza S. Barbara
6. Milo (CT): Palazzo di città
7. Camporotondo etneo (CT): Chiesa S. Antonio Abate
8. Zafferana (CT): Statua pittore Sciuti, Piazza Cardinale Pappalardo
9. Nicolosi (CT): Palazzo di città
10. Taormina (ME): Palazzo di città

Non solo. Nei pressi della Porta Ferdinandea di Catania, dalle ore 17.30 alle ore 19.30, sarà allestito un punto informativo a cui i cittadini potranno rivolgersi per porre domande agli operatori del Centro Epilessia di Catania. Anche ad Acireale, dalle ore 19.30 alle 21.00, gli esperti saranno a disposizione della popolazione per informazioni e domande.

“La ricerca scientifica ha fatto enormi passi avanti nella diagnosi e nella cura dell’epilessia –afferma il Dottor Vito Sofia, Coordinatore LICE Sicilia e Calabria, Centro Epilessia – U.O. Clinica di Neurologia Dip. “Ingrassia” Università di Catania – ma c’è ancora tanto da fare, soprattutto per quelle forme di epilessia farmaco-resistenti di cui soffre il 30% dei pazienti. Il fatto che le crisi arrivino spesso senza alcun preavviso, potendo provocare traumatismi o altri tipi di conseguenze negative rende le persone con epilessia insicure, ansiose e dipendenti dagli altri. Ma non tutti possono contare sull’aiuto di una persona cara e l’assistenza socio-sanitaria sul territorio è ancora molto carente. Aiutare davvero le persone con epilessia significa finanziare e stimolare la ricerca, organizzare meglio i Centri specializzati su tutto il territorio nazionale, scoprire nuove strategie di cura e permettere equamente l’accesso alle terapie più innovative”.

Nei Paesi industrializzati, l’epilessia interessa circa 1 persona su 100. Questa patologia si può verificare in tutte le età, con due maggiori picchi di incidenza, uno nei primi anni di vita e l’altro – sempre più elevato – nelle età più avanzate. Attualmente si calcola infatti che in Italia ogni anno si verifichino 86 nuovi casi di epilessia nel primo anno di vita, 20-30 nell’età giovanile/adulta e 180 dopo i 75 anni. Alla base dell’alto tasso di incidenza nel primo anno di vita ci sono soprattutto fattori genetici e rischi connessi a varie cause di sofferenza perinatale, mentre per gli over 75 la causa risiede nel concomitante aumento delle patologie epilettogene legate all’età: ictus cerebrale, malattie neurodegenerative, tumori e traumi cranici.

Se questi sono i dati epidemiologici già preoccupanti nei Paesi industrializzati, il quadro diventa drammatico nei Paesi in via di sviluppo dove la prevalenza della patologia diventa 3-4 volte più frequente. L’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS) ha più volte attenzionato questo problema, sottolineando che nel mondo l’accesso alle cure necessita di un’inversione di rotta: dati allarmanti, infatti, evidenziano come la disponibilità di medicinali antiepilettici nei Paesi a basso e medio reddito sia inferiore al 50%. Ma l’80% delle persone con epilessia vive proprio nei Paesi a medio-basso reddito e, di queste, circa tre quarti potrebbe non ricevere le cure necessarie.

Anche in relazione a questo, presso l’Assemblea plenaria dell’OMS sarà discusso l’Epilepsy Action Plan promosso da ILAE ed IBE ed appoggiato da molti Stati membri. Se l’Epilepsy Action Plan verrà approvato, nel prossimo decennio tutti gli Stati membri dell’OMS dovranno mettere in atto tutte le azioni possibili per assicurare migliori strategie di diagnosi e cura alle persone con epilessia e migliorarne quindi la qualità di vita.

Com. Stam.

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