Scuole, prima volta in piazza per le imprese contro l’internalizzazione delle pulizie. Anip-Confindustria: “proseguiremo a mobilitarci contro questa follia”

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Le imprese dei Servizi aderenti a Confindustria hanno organizzato questa mattina un flash mob a Roma per manifestare, insieme ad una rappresentanza di lavoratori provenienti da Lazio, Toscana, Campania, Puglia e Sicilia, il totale dissenso verso il processo di internalizzazione dei Servizi di pulizia nelle scuole italiane attualmente in discussione in Parlamento.

Ha dichiarato Lorenzo Mattioli, presidente di ANIP-Confidustria, l’associazione delle imprese di pulizia e Servizi integrati :”Siamo costretti a ricorrere alla mobilitazione a fronte di un vero e proprio muro di silenzio di una precisa parte politica, di quanti ,in queste ore, stanno mettendo a rischio il futuro di oltre 16mila lavoratori e lavoratrici a tempo indeterminato che verranno licenziati dallo stato per essere internalizzati con stipendi dimezzati e creando una platea di esuberi che ammonta ad oltre 5mila unità. Una scelta populista, quella dei ‘bidelli di Stato’, che peserà solo sulle imprese, sulle famiglie degli addetti e sulle scuole per la cui pulizia

e decoro, a partire dal 2020 nessuno sembra in grado di dare garanzie. Senza dimenticare che, proprio in queste ore, emerge un drastico taglio per la scuola: manca un miliardo di euro rispetto alle richieste del Ministro. Un fatto che peserà molto sulla didattica, il vero ‘core business’ per le scuole cui viene chiesto, invece, di occuparsi anche di pulizie. Da parte nostra- ha detto il presidente Mattioli – ce le metteremo tutta per bloccare questa follia.” Presenti molti operai al flash mob di Piazza Vidoni, nei pressi del Senato: tra loro tante donne e molti lavoratori preoccupati per il maxiconcorso che pone requisiti poco chiari per dare seguito all’assunzione da parte dello Stato.

Il flash mob ha attirato l’attenzione di alcuni esponenti del Parlamento che hanno dichiarato di comprendere e sostenere le istanze delle imprese e dei lavoratori. La senatrice Annamaria Parente (Italia Viva), autrice di un ordine del giorno, ha detto: “Ci impegneremo da subito per investire il Governo di questa tematica dai risvolti economici e sociali molto seri”.

Intervenuti anche i senatori azzurri: Massimo Berutti: “Ci troviamo dinanzi ad un principio di statalizzazione devastante. Noi siamo per le imprese sane che danno lavoro. Questo attacco frontale non ci piace” e  il senatore Giuseppe Moles: “Migliaia di persone rimarranno senza Lavoro, e questo sta passando nel più assoluto silenzio. Non vogliamo permetterlo”.

Gli fa eco il collega Nazario Pagano: “Dobbiamo evitare questa operazione che arrecherà danno alle imprese ed al Paese”.

“Quello che stiamo difendendo – conclude infine Mattioli – oltre al principio che esternalizzare costa meno e garantisce più qualità, è il lavoro di tutta una filiera in crescita nel Paese, contando 532mila addetti ed un fatturato di 21,2 miliardi, aumentato negli ultimi anni dell’11%. Con l’internalizzazione, si vuole colpire il settore dei Servizi ignorandone l’importanza economica e sociale”.

Com. Stam.

lorenzo mattioli megafono

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