Ars, Rifiuti tutto rinviato. Figuccia: “Porte chiuse senza un perché”

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“Arrivato in aula alle 16.04 dopo appena quattro minuti dall’orario di convocazione, trovo le porte chiuse e gli atri di un palazzo deserto.

Altro che dibattito, tutto rinviato a martedì prossimo. Certamente la riforma ha bisogno di essere rivista in alcuni suoi aspetti tuttavia, non comprendo quali siano le ragioni che spingono il presidente dell’Assemblea a rinviare una discussione così importante soprattutto quando siamo alle porte delle festività natalizie e la città è minacciata da una nuova emergenza rifiuti – a dirlo è Vincenzo Figuccia deputato dell’Udc all’Ars e leader del Movimento Cambiamo la Sicilia che prosegue – nel merito, è necessario individuare fin da adesso delle esigenze fondamentali e imprescindibili che partono da due aspetti fondamentali. Il primo: la tutela dei dipendenti amministrativi in capo alle Srr che ad oggi manifestano evidenti dubbi rispetto alle loro tutele occupazionali per il futuro. Il secondo: la condizione di pulizia delle nostre città. A partire dalle grandi aree metropolitane con Palermo in testa, assistiamo a città sporche che hanno bassissime percentuali di raccolta differenziata e che vedono insistere sulla propria testa come nel caso di Palermo, il mostro a due teste della discarica di Bellolampo, un sito altamente tossico e nocivo che va chiuso. Per fare questo la mia proposta è quella di chiedere all’amministrazione di aprirsi a soggetti che vogliono attraverso il mercato privato, farsi portavoce di un sistema di raccolta differenziata che l’amministrazione comunale non è stata in grado di far decollare attraverso l’istallazione in città di impianti di raccolta della plastica. Questo garantirebbe l’opportunità a tanti giovani poter fare impresa creando sviluppo e occupazione e consentirebbe altresì di non ingolfare la discarica ormai stracolma che continua a veder realizzazione vasche su vasche e determinare finalmente una condizione di vivibilità e di pulizia per le nostre strade che continuano da decenni ad essere stracolme di munnizza”.

Com. Stam.

 

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