Caccia, Legambiente, Lipu e WWF su calendario venatorio

 -  -  6


“Finalmente recepite importanti indicazioni in materia di conservazione della natura e della fauna emanate da Ministero dell’Ambiente e Ispra”

Dopo anni di battaglie – soprattutto legali, con ricorsi al Tribunale Amministrativo Regionale ed al Consiglio di Giustizia Amministrativa – quest’anno il Calendario venatorio, recentemente emanato dall’Assessore all’Agricoltura on. Bandiera, ha recepito diverse ed importanti prescrizioni ed indicazioni in materia di conservazione della natura e delle specie faunistiche, autorevolmente emanate dal Ministero dell’Ambiente e dall’ISPRA (Istituto Superiore Protezione e Ricerca Ambientale), in base alle più moderne e necessarie politiche ambientali derivanti dalle Direttive europee.

Per Legambiente, LIPU e WWF si tratta di un fatto apprezzabile e di una scelta di pieno rispetto della legalità che si pone in giusta controtendenza rispetto ai calendari emanati negli anni precedenti, in cui è stata sempre privilegiata la scelta di concedere ai cacciatori più oltranzisti di sparare con sempre meno vincoli e per periodi sempre più lunghi, anche se tali scelte si ponevano in palese contrasto e violazione delle norme statali e comunitarie di tutela della fauna e dei pareri tecnici degli Organi scientifici nazionali.

E’ stata finalmente ricondotta ai limiti prescritti dalla normativa statale la cosiddetta “preapertura”, ossia l’anticipazione sin dal 1° settembre della data di avvio della stagione di caccia, prevedendo 3 giorni fissi di caccia per poche specie (colombaccio, gazza e ghiandaia); è stata esclusa la preapertura per la tortora (essendo specie in precario stato di conservazione a livello comunitario e chiaramente esclusa dal parere dell’ISPRA); la data di apertura della caccia alla fauna migratoria (quaglia, anatidi, trampolieri ecc.) è stata posticipata al 2 ottobre; la caccia al coniglio è stata sospesa e sarà consentita solo dopo il 15 settembre e solo dopo un censimento regionale che dia contezza della reale diffusione della specie, ormai rarefatta in quasi tutta l’Isola; così come da parere ISPRA, è stata anticipata di qualche settimana la chiusura della caccia alla beccaccia (10 gennaio) ed

all’avifauna migratoria (turdidi, anatidi, trampolieri ecc. – 20 gennaio); sono state escluse dall’elenco delle specie di uccelli cacciabili quelle dichiarate in forte declino e con popolazioni a rischio in Europa in base agli accordi e protocolli scientifici internazionali (moriglione, pavoncella, moretta).

Ma queste importanti ed innovative previsioni rischiano di restare sulla carta se non saranno puntualmente fatte rispettare con un’attività capillare e duratura di controllo e vigilanza del territorio, visto che il bracconaggio e l’illegalità venatoria sono fenomeni tristemente diffusissimi in Sicilia, ove ogni anno sono impunemente abbattuti animali anche di specie rare ed in via di estinzione con danni ingenti al patrimonio faunistico.

Per questo Legambiente, LIPU e WWF fanno appello a tutti i corpi di polizia e vigilanza affinché siano attuate specifiche attività di controllo nell’arco della prossima stagione venatoria e chiedono che la Regione Siciliana si attivi per dare immediata applicazione alle misure previste dal “Piano d’azione nazionale per il contrasto agli illeciti contro gli uccelli”, che individua la Sicilia come una delle aree italiane prioritarie nella lotta al bracconaggio, ove la carenza di controlli nell’ambito venatorio rischia di determinare la distruzione del patrimonio della fauna migratrice comunitaria che transita nel Mediterraneo.

Com. Stam.

6 recommended
comments icon 0 comments
0 notes
82 views
bookmark icon

Write a comment...

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *