Grano dall’estero, Figuccia: “Occuperò le nostre terre minacciate dalle multinazionali”

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“Diciannove milioni di chili di grano canadese sono arrivati la settimana scorsa al porto di Pozzallo e attendono che si concludano le analisi per il via libera a essere utilizzati. Una storia che deve finire – dice Vincenzo Figuccia deputato dell’Udc all’Ars e leader del Movimento Cambiamo la Sicilia che prosegue –

Il grano importato dal Canada, deprezza il prodotto locale ineguagliabile per caratteristiche organolettiche, crea un grave danno economico per gli imprenditori agricoli siciliani e mette a serio rischio la salute dei cittadini. Va detto, infatti, che la tossicità del grano d’importazione provienente dal Canada, ha livelli di gran lunga maggiori rispetto agli standard italiani, in quanto com’è noto, oltreoceano l’uso del glifosato è sottoposto a direttive meno stringenti. Il grano canadese arrivato in Sicilia è destinato a sette mulini siciliani che ne avrebbero fatto richiesta, determinando un crollo del prezzo del grano dei nostri campi. Di fatto, per pagare un pacco di pasta al negozio, un agricoltore deve vendere almeno cinque chili di grano, visto che è quotato circa 16 centesimi al chilo. Si è già attivata la macchina dei controlli fitosanitari – dice Figuccia – ma dobbiamo convincere i nostri imprenditori del potenziale e della ricchezza del nostro “oro giallo” che non può essere svenduto o tanto meno inginocchiarsi alle regole imposte dal grano estero. È una deturpazione inaccettabile ed è per questo che il primo settembre, nella Giornata Mondiale per la Custodia del Creato, ho deciso di occupare ad oltranza quelle terre di Sicilia sempre più minacciate dalla presenza di soggetti esteri come le multinazionali che vogliono sfruttare il nostro territorio, il nostro patrimonio boschivo e agricolo, per dominare e imporre le proprie logiche di mercato. E conclude: “Faremo una catena umana per impedirlo”

Com. Stam.

 

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