Comando dei Vigili del Fuoco di Catania, organico insufficiente. La denuncia della UILPA: “mancano novanta unità”

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“Gli incendi che, nei giorni scorsi, si sono abbattuti sul territorio etneo hanno riacceso i riflettori sulla cronica carenza di personale operativo che affligge il Corpo dei Vigili del Fuoco: sia la politica che l’amministrazione centrale non possono più ignorare lo stato di sofferenza in atto”: con queste parole Armando Algozzino e Massimo Parisi, rispettivamente segretario generale della Uil Pubblica Amministrazione e segretario provinciale della UILPA VVF di Catania, tornano a chiedere per la città maggiore attenzione, in considerazione delle specificità che la caratterizzano.

Per una Citta metropolitana come Catania – affermano gli esponenti sindacali – le emergenze sono ormai diventate una routine e, malgrado il Comando dei VVF figuri tra i primi cinque d’Italia per numero di interventi, esso possiede l’organico di una provincia italiana media e mezzi assolutamente insufficienti, anche alla luce dei rischi sismici e vulcanici : basti pensare che sono solo tre le squadre cittadine che, quotidianamente, devono fronteggiare tutte le chiamate che arrivano”.

“In termini generali, tutto il Corpo Nazionale sperimenta una cronica carenza di organico – spiega Parisi – ma ci sono Comandi, come quello di Catania, che soffrono più di tanti altri; in termini numerici, ad oggi mancano 52 unità su 494 teoriche, alle quali occorre aggiungere quelle trasferite temporaneamente presso altre sedi, circa 30, e il personale non più operativo per problemi di salute : complessivamente, mancano 90 unità”.

Secondo il sindacato, nello specifico, le criticità andrebbero esaminate sia sotto il profilo politico che in relazione alle peculiarità territoriali.

“Il primo fattore – spiegano Algozzino e Parisi  – è legato al sottodimensionamento dell’organico teorico, quindi alla mancata assegnazione, al Comando etneo, di risorse umane, a fronte di un potenziamento complessivo del Corpo di oltre 2.000 unità negli ultimi anni: per essere chiari, la politica ha scelto di privilegiare il Nord Italia, dimenticando completamente Catania che, forte dei suoi 18.000 interventi l’anno, figura appunto tra i Comandi più operativi d’ Italia”.

“Nel territorio provinciale esiste un pericolo intrinseco – affermano – poiché Catania è l’unica città situata ai piedi di un vulcano attivo, quindi ad elevatissimo rischio sismico : ciò che è accaduto lo scorso dicembre lo ha pienamente ricordato”.

Il sindacato sottolinea inoltre che è proprio la provincia catanese ad ospitare il sito industriale più denso della Sicilia, senza dimenticare gli alti rischi idrogeologici che la caratterizzano, come testimoniato dalle alluvioni dello scorso inverno.

Nei giorni scorsi, a seguito degli incendi verificatisi presso i lidi catanesi, l’ingegnere Fabio Dattilo, Capo del Corpo nazionale, si è recato personalmente nei luoghi colpiti, rilasciando dichiarazioni che hanno registrato il dissenso della UILPA VVF e di altre sigle sindacali.

“Minimizzando la gravità dei fatti accaduti e negando la carenza di personale – afferma Parisi – il Capo del Corpo ha dato l’impressione di non conoscere la realtà locale e la Sicilia in generale: ricordiamo che la portata di un incendio non si misura dai metri quadrati di area bruciata, bensì dal rischio potenziale dell’evento, che nella fattispecie avrebbe potuto degenerare in tragedia se non fossero intervenuti anche i volontari e gli operatori delle forze dell’Ordine, in un contesto talmente drammatico da indurre la gente a gettarsi in mare per salvare la propria vita”.

Contestualmente, la UILPA VVF ha espresso forti perplessità anche in merito “alla promessa di imminente apertura del distaccamento di Palagonia, poiché non sono state previste unità aggiuntive nella prossima mobilità del personale dei Vigili del Fuoco”.

«In assenza di risposte concrete – concludono i due segretari – la nostra organizzazione scenderà nuovamente in piazza, come già accaduto lo scorso 17 giugno».

Com. Stam. Ric. Pubbl.

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