AcquaEnna, il Ministero dell’Ambiente risponde direttamente al senato all’interrogazione del Senatore Trentacoste sui disservizi da parte del gestore del servizio idrico integrato

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Il parlamentare del movimento 5 Stelle: “Apprendiamo con piacere che l’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente ha eseguito i necessari controlli, rilevando uno scostamento tra l’incremento del valore delle immobilizzazioni risultante dalle fonti contabili e il fabbisogno complessivamente pianificato per il quadriennio 2014-2017, e richiamando il Gestore ad attenersi a delle precise prescrizioni”.

Roma, 18 luglio 2019 – Arriva in Aula del Senato la risposta all’interrogazione del senatore del Movimento 5 Stelle Fabrizio Trentacoste che in questi mesi ha più volte denunciato i disservizi del gestore del Servizio Idrico Integrato AcquaEnna, registrati nella provincia di Enna. “Mi dichiaro soddisfatto della risposta, – afferma Trentacoste – da cui intravedo le sinistre cause delle ataviche inefficienze da parte di AcquaEnna e apprendiamo con piacere che l’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente, eseguiti i necessari controlli, abbia rilevato uno scostamento tra l’incremento del valore delle immobilizzazioni risultante dalle fonti contabili e il fabbisogno complessivamente pianificato per il quadriennio 2014-2017 e, per questo, abbia richiamato il Gestore ad attenersi a precise prescrizioni”.

“Tuttavia, – continua il senatore Cinquestelle – appare evidente che ad oggi la gestione del servizio idrico, nell’Ennese, perfetta rappresentazione di un sistema politico-affaristico-clientelare, non rispetti alcun criterio di efficacia, efficienza ed economicità, considerato anche il dato allarmante della percentuale di dispersione d’acqua dagli impianti, pari al 48,8%”.

Il parlamentare ha appena riferito in Aula che, nel corso dei mesi trascorsi dalla presentazione dell’interrogazione, gli utenti della provincia di Enna hanno subìto ulteriori disagi, quali il distacco di centinaia di contatori senza alcun preavviso, reiterate sospensioni del servizio e la ricorrente erogazione di acqua torbida. “Ma, – aggiunge – il fatto più grave che ha segnato i centri urbani dell’Ennese, mostrando il volto feroce di un sistema che governa nei fatti, senza bisogno del consenso elettorale, è costituito dalla pessima esecuzione dei lavori di manutenzione e adeguamento della rete idrica e degli impianti, con strade dissestate, buche rattoppate malamente, locali commerciali invasi da acque fognarie e cedimenti strutturali di strade ed edifici”.

“Al fine di superare le criticità emerse, – conclude Trentacoste – ritengo necessario un adeguato e reale controllo da parte del Consorzio d’Ambito ATO 5 Enna. È chiaro che una prima verifica del recupero degli investimenti programmati per il periodo 2014-2017 e non ancora realizzati, potrà aversi solo all’indomani della relazione che il Consorzio d’Ambito dovrà presentare ad ARERA entro il 31 dicembre 2019. Proprio per questo, vigilerò che AcquaEnna effettui entro tale data quanto richiesto, così da rimediare allo scostamento tra gli interventi programmati e la corrispondente spesa fatta gravare sugli utenti. Solo attraverso la realizzazione di queste opere sarà possibile contenere le dispersioni idriche e le continue interruzioni del servizio e giungere a una riduzione della tariffa che risulta oggi estremamente e ingiustificatamente onerosa per i cittadini dell’Ennese”. E infine, il senatore Cinquestelle reputa “inammissibile che, nel momento stesso in cui il Governo sta lavorando alla Proposta di Legge relativa alla gestione pubblica del ciclo integrato delle acque, al fine di non cedere alle pressioni dei privati e ottemperando alla volontà espressa con il Referendum del 2011 da 27 milioni di italiani, e nel momento in cui il Parlamento europeo sta lavorando alla proposta di direttiva sulla qualità dell’acqua destinata al consumo umano, in Sicilia si continui a vivere una situazione ai limiti della sostenibilità, che mette a rischio l’incolumità dei cittadini, violando il fondamentale diritto dell’accesso all’acqua, che non può essere assoggettato a considerazioni economiche, sociali o di altra natura”.

 

la risposta dal Ministero dell’Ambiente e a seguire l’intervento di
Com. Stam.

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