Docente sospesa, Figuccia: “la scuola resti il luogo dell’apprendimento e non della strumentalizzazione ideologica”

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Non si placano le polemiche intorno alla vicenda che ha visto protagonista la professoressa d’italiano in servizio all’Istituto tecnico industriale Vittorio Emanuele di Palermo, sospesa da sabato scorso per aver accostato la promulgazione delle leggi razziali del 1938 al “decreto sicurezza” voluto fortemente dal Vicepremier Matteo Salvini.

“In Sicilia – dice Vincenzo Figuccia deputato dell’Udc all’Ars e leader del Movimento Cambiamo la Sicilia – troppo spesso dottrine e filosofie, espressione di un pensiero di destra e di sinistra, sono diventate la piattaforma ideologica dietro la quale alcuni insegnanti si sono trincerati per imporre il proprio pensiero agli studenti. La scuola – prosegue il parlamentare – deve essere il luogo dell’apprendimento dove far rispettare il diritto fondamentale all’istruzione e non per prevaricare attraverso l’affermazione delle proprie personali ideologie. Da Garibaldi divenuto eroe dei Due Mondi nel 1860 fino alla nascita dell’Italia quando si comprese subito che bisognava ancora però rispettare le diversità e le identità di ciascun territorio, la Sicilia è sempre stata vittima di predoni anche in ambito culturale. Dalle aule – voglio sottolinearlo – passa l’avvenire del nostro Paese e nessuno può permettersi di giocare con la vulnerabilità di chi sta costruendo la sua coscienza critica su fatti e fenomeni del nostro tempo. Il docente deve educare, ovvero condurre, ma con un approccio maieutico che non s’impone. Si riportino tra i banchi i temi legati al Regno delle Due Sicilie, ai Borboni e al nostro passato glorioso, anziché fare demagogia e mistificazione su temi che non ci appartengono. Si lascino liberi i giovani siciliani da facili strumentalizzazioni e gli insegnanti dal canto loro, – conclude – non si facciano prendere da posizioni romanocentriche e stimolino il dibattito sui temi del mezzogiorno e del Sud”

Com. Stam. Ric. Pubbl.

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