Servizi anagrafici. Sindaco firma 220 iscrizioni per italiani e stranieri

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Il Sindaco Leoluca Orlando ha firmato oggi i primi di un gruppo di 220 provvedimenti di iscrizione anagrafica che riguardano persone, cittadini italiani e stranieri, residenti a Palermo in condizioni di fragilità.

Si tratta in particolare di 180 cittadini di nazionalità italiana che risultano occupanti di edifici pubblici e per i quali l’iscrizione anagrafica avviene per motivi di prevenzione di situazioni di rischio sanitario, in presenza di persone fragili all’interno del nucleo familiare e di 40 migranti con diversi status giuridici, per i quali le procedure di iscrizione si erano bloccate a seguito dell’entrata in vigore dell’art. 13 del cosiddetto Decreto Sicurezza.

I primi provvedimenti, quelli riguardanti i cittadini italiani, sono proposti e contofirmati dall’Assessore alla cittadinanza sociale Giuseppe Mattina e seguono una lunga fase istruttoria da parte degli Uffici delle attività sociali e di quelli anagrafici. L’iscrizione anagrafica permetterà in sostanza alle famiglie occupanti che abbiano comunque i requisiti per essere inseriti nelle graduatorie ERP (Edilizia Residenziale Pubblica) e senza che questo costituisca titolo autorizzativo all’occupazione degli immobili, di stipulare regolari contratti per la fornitura idrica e di energia elettrica e l’accesso ad alcuni servizi fondamentali oltre che la richiesta del reddito di cittadinanza, ove sussistano i requisiti.

In base al Decreto legge 47/2014, sarebbe infatti impossibile l’iscrizione anagrafica degli occupanti abusivi presso la stessa abitazione occupata nonché l’attivazione dei contratti di fornitura idrica ed elettrica.
Avvalendosi delle prerogative di legge per la prevenzione di situazioni di rischio igienico-sanitario, il Sindaco ha quindi disposto che si possa procedere all’iscrizione anagrafica.

Il provvedimento riguarderà unicamente quelle famiglie che hanno determinate e verificate condizioni di disagio e quelle che avranno avviato il percorso di sanatoria previsto dalla legge regionale 8 del 2018 (https://www.comune.palermo.it/noticext.php?cat=1&id=18089).

Dopo che a gennaio il Sindaco aveva emanato una apposita direttiva agli uffici, sono circa 1.200 le famiglie a Palermo che hanno fatto richiesta (su un bacino potenziale di circa 3.500 famiglie occupanti abusive di immobili pubblici) e per ciascuna di essa si sta procedendo ad accurati accertamenti per valutare l’effettivo possesso dei requisiti di legge e delle condizioni socio-economiche.

Per quanto riguarda invece i migranti, si tratta delle PRIME EFFETTIVE ISCRIZONI ANAGRAFICHE DOPO IL BLOCCO IMPOSTO DAL COSIDDETTO DECRETO SICUREZZA. Fino ad oggi infatti, il sindaco aveva firmato di proprio pugno la AMMISSIBILITA’  delle domande dando incarico alla Polizia Municipale di fare i relativi controlli.

Al termine di questi ultimi, che risultano positivi in circa l’80% dei casi fino ad ora, si sta quindi procedendo alla effettiva iscrizione all’anagrafe come cittadini residenti nel Comune di Palermo. L’iscrizione avviene con le credenziali dello stesso Sindaco che agisce quindi nella veste di Ufficiale di anagrafe.

Per il Sindaco Leoluca Orlando, “tutto questo si inserisce in un più ampio percorso di attenzione agli ultimi, di contrasto ad ogni forma di marginalità sociale e di contrasto all’illegalità.

Le leggi e la Costituzione danno ai Sindaci la possibilità, anzi danno il compito preciso di assumere decisioni e adottare provvedimenti che aiutino a superare situazioni di marginalità e sofferenza. A maggior ragione lì dove questi cittadini stanno compiendo percorsi di fuoriuscita dall’emarginazione e dall’irregolarità, noi stiamo operando per il riconoscimento di diritti e per assistere questi cittadini.

Di fronte a politiche nazionali che sempre più tendono a colpire, emarginare e criminalizzare gli ultimi, Palermo si conferma ancora una volta in controtendenza, con scelte di apertura, accoglienza e supporto alla fuoriuscita dall’irregolarità. E sappiamo tutti che, soprattutto ma non solo a Palermo, permettere a questi cittadini di uscire dall’illegalità significa rompere il condizionamento che la criminalità può esercitare.”

Com. Stam.

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