Province, Figuccia: “con i sindaci per rivendicare quanto ci è stato sottratto” “Quello sulle Province è un accordo al ribasso che non può stare bene ai siciliani. Ci giunge voce che la battaglia è giusta attraverso un accordo che la Regione ha stipulato con lo Stato; 150 milioni di euro rappresentano infatti, una prima boccata d’ossigeno ma è chiaro che non può bastare – a dirlo è il deputato regionale dell’Udc Vincenzo Figuccia stamane in piazza alla presenza dei sindaci arrivati un po’ tutti i comuni della Regione – è chiaro che se le altre province delle regioni a statuto ordinario hanno ricevuto tutte le risorse che erano dovute, ovvero i 350 milioni di euro, chiediamo che per i siciliani ci sia lo stesso trattamento. La verità è che i cittadini in questo momento non possono più neanche uscire dalle proprie case, imbottigliati all’interno dei propri comuni perché le strade provinciali sono inagibili. Servizi essenziali come quelli delle scuole sono fatiscenti. Parlo di strutture e di trasporto scolastico. Abbiamo fatto un appello accorato a tutti i sindaci della Regione che rimangono il vero avamposto del territorio e dei comuni. Insieme a loro oggi ascolteremo il Presidente dell’Assemblea e il Presidente della Regione per capire se c’è la volontà vera di procedere. Ci misureremo sull’ordine del giorno – conclude – che abbiamo presentato negli scorsi giorni, per capire una volta per tutte chi sta davvero dalla parte dei siciliani e chi lo è soltanto a parole”

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“Quello sulle Province è un accordo al ribasso che non può stare bene ai siciliani. Ci giunge voce che la battaglia è giusta attraverso un accordo che la Regione ha stipulato con lo Stato; 150 milioni di euro rappresentano infatti, una prima boccata d’ossigeno ma è chiaro che non può bastare –

a dirlo è il deputato regionale dell’Udc Vincenzo Figuccia stamane in piazza alla presenza dei sindaci arrivati un po’ tutti i comuni della Regione – è chiaro che se le altre province delle regioni a statuto ordinario hanno ricevuto tutte le risorse che erano dovute, ovvero i 350 milioni di euro, chiediamo che per i siciliani ci sia lo stesso trattamento. La verità è che i cittadini in questo momento non possono più neanche uscire dalle proprie case, imbottigliati all’interno dei propri comuni perché le strade provinciali sono inagibili. Servizi essenziali come quelli delle scuole sono fatiscenti. Parlo di strutture e di trasporto scolastico. Abbiamo fatto un appello accorato a tutti i sindaci della Regione che rimangono il vero avamposto del territorio e dei comuni. Insieme a loro oggi ascolteremo il Presidente dell’Assemblea e il Presidente della Regione per capire se c’è la volontà vera di procedere. Ci misureremo sull’ordine del giorno – conclude – che abbiamo presentato negli scorsi giorni, per capire una volta per tutte chi sta davvero dalla parte dei siciliani e chi lo è soltanto a parole”

Com. Stam.

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