“Roma può fallire in tre anni se non cambia il decreto”

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Roma. La capitale a rischio fallimento se non cambiano le  norme del decreto Crescita. “Dal 2021 il bilancio di Roma  inizierà a scricchiolare, poi ci sarà il crollo”.

Lo ha  detto in un’intervista al quotidiano romano Il Messaggero,   Gianni Lemmetti, assessore al bilancio di Roma. “Se non ci sarà un intervento in Parlamento al decreto Crescita e in particolare alla norma Salva Roma” il Campidoglio da solo non ce la farà più e dovrà dichiarare fallimento, a spese del bilancio statale. Lemmetti si augura quindi che in sede di conversione del decreto il Parlamento possa intervenire per sanare il testo del decreto ed aiutare Roma in modo corposo, come si è fatto per tanti comuni, che hanno già ricevuto degli aiuti. Ma perché questo allarme lanciato dall’assessore al bilancio capitolino? Il Governo nazionale non è più disposto ad accollarsi, come previsto dalla prima versione del decreto Crescita, parte dei dei vecchi debiti della capitale, composti in buona parte da mutui della Cassa depositi e prestiti, da mutui con le banche e da un Boc, un Buono ordinario del comune, una obbligazione da 1,4 miliardi di euro emessa dalla città nel 2003 e che scadrà nel 2048. Tutto questo peso debitorio rischia di affossare il bilancio di Roma, se dovesse tornare ad essere conteggiato nei conti comunali. Da qui l’appello al Parlamento perché si intervenga sul testo del decreto.

Ciro Cardinale

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