Il Seminario di Palermo promosso dal Consiglio Generale degli Italiani all’Estero I giovani italiani ambasciatori del Vivere all’Italiana

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Ancora grandi tematiche trattate e positive riflessioni conseguenti al Seminario di Palermo organizzato dal Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, con il contributo della Regione Siciliana, del Comune di Palermo e dell’Ersu e il protagonismo dei Comites e delle Consulte regionali per l’emigrazione.

Un filo rosso unisce tutti i giovani delegati provenienti da tutto il mondo, un argomento sicuramente innovativo per le sue tematiche, è stato infatti quello discusso presso l’Assemblea Regionale Siciliana a Palazzo dei Normanni. In quest’occasione si è realizzato un approfondimento sul  “Soft power”, termine che è stato coniato,  all’inizio degli anni novanta,  da Joseph S. Nye della Harvard Kennedy School of Government. Nye partiva dall’idea che l’elemento dominante del mondo globalizzato debba essere non uno scontro di civiltà  ma un complesso meccanismo di interdipendenza, appunto il soft power, attraverso cui gli Stati Uniti avrebbero potuto migliorare la propria immagine internazionale, e dunque rafforzare la propria influenza senza ricorrere all’esercizio dell’hard power. Le immagini con cui gli Usa  hanno conquistato il mondo sono tante. È  poi ovviamente la libertà, l’American Dream, l’America Way of life, lo stile di vita. Questo è il Soft Power Americano. E su questo si è costruito il Brand America. Il Soft Power è un’operazione di Nation Branding,  di costruzione del Marchio di un Paese. Si porta avanti con la ‘diplomazia culturale ed economica’ e non con la forza militare, l’hard power. Il mondo si conquista con la propria immagine, con i prodotti di stile di vita. Proprio su ciò interviene Letizia Airos, socia fondatrice e direttrice responsabile del network I-taly.org negli Usa e moderatrice del tavolo “l’Italia ha a sua volta un soft power nascosto, inutilizzato, ma spontaneamente apprezzato in tutto il mondo.  Il made in Italy, ad esempio. Esiste un Italian Dream, una Italian Way  of Life. Il vivere all’italiana è uno slogan coniato dal Ministero degli Esteri  e della cooperazione internazionale. La cucina, la moda, il design, la storia, la bellezza, il territorio, il Cinema,  sono tutti elementi che occorre mettere a sistema  in un potenziale soft power  per esportare la nostra immagine nel mondo. Ne avremo vantaggi economici (export e turismo) ed anche vantaggi diplomatici, di influenza culturale. In Italia esiste un sistema complesso con diverse entità istituzionali, Enti centrali (come ICE, ENIT, Camere di Commercio, Ministero degli Esteri e cooperazione internazionale, Ministero dello Sviluppo Economico) poi le regioni, i comuni, le provincie. Non esiste un ente centrale in grado di decidere e attuare una promozione integrata del Brand Italia. E’ essenziale dunque fare sistema, collaborare, mettere insieme la nostra potenzialità economica, di made in Italy. Visto che abbiamo una ramificata rete diplomatica (Ambasciate, Consolati, Istituti di Cultura) il MAECI (Ministero degli Affari Esteri e Cooperazione Economica) si candida a essere il coordinatore di un enorme attività di promozione integrata dell’Italia nel mondo. Per coordinare tutti questi enti nasce quella che viene chiamata ‘Cabina di regia per l’internazionalizzazione’. Ecco cosa sono il soft power, il sistema Italia e lo slogan Vivere all’Italiana. Ci sono 60 milioni di discendenti di Italiani in tutto il mondo. Circa una ventina sono negli Stati Uniti, paese dove vivo. Circa 5 milioni sono cittadini italiani. Questi milioni di italiani nel mondo, e in particolare i giovani, sono i fondamentali per il soft power, ed il nation branding. I giovani sono gli ambasciatori su campo del Vivere all’Italiana, della cultura italiana, dello stile di vita, del Made in Italy e, cosa molto importante, dell’Italia contemporanea”. All’incontro hanno partecipato oltre a Letizia Airos Soria, Domenico De Maio, direttore dell’ANG Agenzia Nazionale Giovani; Antonino Laspina, direttore dell’Ufficio di Coordinamento Marketing dell’Agenzia ICE; Stefano Queirolo Palmas (DG Sistema Paese). Per Stefano Queirolo Palmas “In riferimento al soft power, pensiamo ai corsi di lingua italiana, pensiamo agli Istituti italiani di Cultura, pensiamo“Vivere all’Italiana”, logo creato nel 2017 dal MAECI per valorizzare il marchio Italia, rafforzando l’immagine del Paese con la diplomazia culturale, senza dimenticare il ruolo delle comunità. Diverse sono le iniziative a cui poter fare riferimento come i 500 anni dalla morte di Leonardo Da Vinci e come quella del 2020 e del 2021, che saranno dedicate rispettivamente a Raffaello e Dante. Questo è il soft power italiano, così come portare in giro per il mondo attività culturali che caratterizzano le capacità rtistiche di giovani che hanno vinto durante il Festival di Sanremo Giovani”.  Mentre per Domenico De Maio “Il soft power è giovane e non potrebbe essere altrimenti. L’ANG è un ente di governo, che gestisce molti programmi dedicati ai giovani, tra cui il più famoso: l’Erasmus+. Gestiamo programmi che permettono ai ragazzi di fare esperienze di maturità, anche se non frequentano l’Università. È un modo, questo, per favorire l’ingresso in un campo dove c’è un grande bisogno di ricambio generazionale. Ed è proprio questo il rapporto che unisce i giovani e il concetto di soft power. Il soft power è un mosaico, un’unione di punti diversi che possono rendere un Paese come l’Italia grande. Per questo non c’è limite, qualsiasi cosa può diventare soft power. Noi creiamo strumenti di sistema che permettono di dar vita a ulteriori forme di questa entità che può sembrare astratta, ma che in realtà produce effetti molto concreti”. A tal proposito è intervenuto Laspina  “Sono tante di numero le aziende italiane nel mondo, soltanto 220 mila esportano. Favorire una crescita del commercio estero significa rendere la nostra presenza nel mondo ancora più forte e significativa. L’apporto dei giovani nel settore potrebbe essere  fondamentale”. Il focus dell’incontro ha avuto come importanza una formazione mirata ai giovani oriundi, affinché abbiano tutti gli strumenti necessari per rendere la promozione del sistema Paese davvero efficace”.

I documenti finali dei lavori del Seminario di Palermo saranno messi sul sito www.seminariodipalermo.it. Per ulteriori informazioni, realizzazione di interviste reportage scrivere a cgie.seminariopalermo@gmail.com.

Luca Endrizzi  – Rosanna Minafò  – Danilo Arnone

Com. Stam.

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