Polizia di Stato, professionalità al servizio del cittadino: Agenti mettono a rischio la propria vita e tempestivamente salvano un minore

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Angelo Costumanti, sovrintendente della Polizia di Stato, ed il collega Daniele Bellinghieri, Assistente Capo Coordinatore, entrambi in forza al “Commissariato Libertà” di Palermo, martedì scorso hanno salvato un minorenne mentre tentava il suicidio. Il fatto è avvenuto nel quartiere di competenza degli operatori di Polizia. Per tutelare il minore non sveleremo né l’identità, né il suo l’indirizzo.

Il fatto è avvenuto intorno alle 21.00, quando i due polizotti si trovavano molto vicini al luogo in cui, da lì a poco, si sarebbe potuta consumare una vera tragedia. Mentre stanno svolgendo uno dei servizi loro assegnati, gli uomini ricevono via radio dalla centrale Operativa una comunicazione che li avvisa su di un giovane in grave pericolo.

Il minore in questione ha, infatti, raggiunto il settimo piano del proprio stabile, con l’intento di lanciarsi dalla tromba delle scale. Gli uomini della Polizia non esitano un solo momento, immediatamente introdotti nello stabile, iniziano la salita al piano interessato. Intanto, li raggiungono altri due colleghi di pattuglia con un’altra volante.

Mentre i primi salgono per raggiungere il giovane, incontrano la madre del ragazzo che, sconvolta da quanto stava accadendo, chiede loro di aiutarla e di salvare il proprio figlio che, come verrà accertato anche in seguito, soffre di disturbi psichici.

Non appena Costumati e Bellinghieri raggiungono il settimo piano la situazione appare loro seria, e di grave pericolo per il giovane. Il minore con un gesto improvviso scavalca la balaustra, sporgendosi pericolosamente nel vuoto e rimanendo appeso per una mano. In una frazione di secondi i due poliziotti, senza esitare, si lanciano verso di lui e riescono ad afferrarlo per un braccio bloccandone la caduta. Sono attimi concitati, ma gli agenti non si perdono d’animo e non lasciano che l’emozione li distragga dal loro compito. Il ragazzo fin da subito non è collaborativo, farfuglia frasi, parole sconnesse, e si pone irrigidendo il proprio corpo complicando l’intervento della Polizia. Nel frattempo giungono al piano anche gli agenti dell’altra pattuglia che, comprendendo subito la gravità della situazione, corrono in aiuto dei primi, i quali stremati dalla fatica del reggere il peso del giovane, riescono con grande sforzo a sostenerlo, ma non ancora a tirarlo su. Finalmente i quattro, con uno sforzo congiunto, riescono a sollevare il ragazzo mettendolo in sicurezza nel pianerottolo.

Il giovane, visibilmente turbato, ha tentato comunque di scappare, ma gli agenti sono riusciti ad accompagnarlo fino al piano terra, dove ad attenderli erano intanto giunti i Vigili del Fuoco ed il personale del 118.

Una volta ristabilito il controllo della situazione si è subito proceduto accompagnando il minore ed i suoi familiari, seguiti da una volante, al Pronto Soccorso Pediatrico. Lì si sono vissuti altri momenti di dolore e preoccupazione, infatti uno dei genitori non era d’accordo ad acconsentire al ricovero del figlio. A quel punto il P.M. di turno, una volta informato dei fatti, ha deciso per procedere con il ricovero coatto del minore.

Come ha dichiarato in varie occasioni anche il Questore di Palermo, il cittadino può contare su uomini e donne altamente formati e professionalizzati pronti a gestire ogni situazione ed emergenza, ognuno per la propria specializzazione, ma tutti con un grande e profondo senso del dovere.

Ricordiamo che è notizia relativamente recente dell’implementazione dei Commissariati di zona con servizi anche notturni, voluti proprio dal Questore Renato Cortese per aumentare la presenza della Polizia sul territorio ed incrementare di conseguenza il senso di sicurezza dei cittadini.

Come dichiarato anche dal Segretario U.I.L. Sicurezza di Palermo, Giovanni Assenzio, riferendosi al tentato suicidio, “nonostante i grandi sforzi richiesti a tutte le forze in campo, e nonostante le tante battaglie sindacali per garantire e tutelare maggiormente i lavoratori delle Forze dell’Ordine, ancora una volta abbiamo avuto dimostrazione che colleghi non si risparmino in nulla. Anche a rischio della propria vita si svolge il dovere fino in fondo, senza esitare. Il nostro è un mestiere, e come tale deve essere tutelato, ma ancor più è una missione che ogni giorno affrontiamo con grande emozione e gioia, pur consapevoli delle difficoltà e dei rischi cui incorriamo continuamente. Chi sceglie di indossare una divisa, tranne rari casi giustamente perseguiti, lo fa credendoci e con profondo spirito di servizio alla comunità.

Di Mauro Faso

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