TFA sostegno. Illegittimo lo sbarramento della prova preselettiva

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Finalmente, in data 8 febbraio 2019, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il tanto atteso decreto relativo al corso di specializzazione sul sostegno. Eppure le disposizioni sulle prove d’accesso fanno già discutere.

Il tanto atteso decreto relativo al corso di specializzazione sul sostegno, funzionale al conseguimento del titolo che consentirà di insegnare sui posti di sostegno, è stato finalmente pubblicato (rif. decreto n. 92 dell’8 febbraio 2019), e i requisiti di accesso sono stati aggiornati secondo le indicazioni provenienti dalla Legge di Bilancio 2019. Ora si attende con altrettanta impazienza che venga pubblicato il bando.

Come esplicitato nel suddetto decreto, le prove di accesso sono costituite da un test preselettivo con 60 quesiti a risposta multipla (ogni risposta corretta vale 0,5 punti), a cui seguiranno una prova scritta e una prova orale.

In merito al numero delle persone ammesse alla prova scritta, successivo al test preselettivo, nel decreto 92, art. 4 comma 3, si legge: “È ammesso alla prova, ovvero alle prove di cui all’articolo 6 comma 2, lettera b) del DM sostegno, un numero di candidati pari al doppio dei posti disponibili nella singola sede per gli accessi. Sono altresì ammessi alla prova scritta coloro che, all’esito della prova preselettiva, abbiano conseguito il medesimo punteggio dell’ultimo degli ammessi”. Di conseguenza, non basta la sufficienza nel test preselettivo per accedere alla prova scritta.

“Riteniamo illegittimo e incostituzionale tale criterio di valutazione, che restringe in modo eccessivo la selezione, escludendo i candidati con un bagaglio culturale sufficiente ed idoneo ad intraprendere il percorso formativo in questione. Inoltre, crediamo che tale sistema causi enormi disparità tra un’università e l’altra, anche tenuto conto che il numero di possibili candidati può variare in maniera considerevole da un’università all’altra. Ciò causa inevitabilmente delle disparità in quanto candidati che raggiungono lo stesso identico punteggio nel test preselettivo avranno la possibilità di accedere alla seconda prova oppure no, semplicemente perché hanno deciso di sostenere l’esame in un’università piuttosto che in un’altra” commenta il Prof. Luciano Scandura, responsabile dell’Associazione MSA (comparto scuola).

“Una situazione simile si è verificata in occasione dello scorso concorso a dirigente, in cui era previsto lo stesso sbarramento nella prova preselettiva. Tuttavia, la magistratura ha già riconosciuto l’illegittimità di questo criterio d’accesso e, attraverso alcune ordinanze del Consiglio di Stato (tra cui l’ordinanza n. 5978/18 del 7 dicembre 2018 del nostro Studio Legale) ha consentito a tutti coloro che avevano ottenuto la sufficienza nella prova preselettiva di poter partecipare alla prova scritta” continua il Prof. Scandura.

Di conseguenza, anche a seguito di questo precedente positivo, MSA propone un’azione giudiziaria finalizzata a consentire l’accesso diretto alla seconda prova scritta del TFA sostegno a tutti i candidati che raggiungeranno una soglia di sufficienza nella fase preselettiva.

Per conoscere i dettagli di questa e altre azioni promosse da MSA comparto scuola, visita il sito www.msaservice.it o contatta telefonicamente MSA al numero 392-6225285.

Com. Stam. Ric. Pubbl.

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