Palermo: -Sindacalista trasferito- Dichiarazione del Comandante della Polizia Municipale, Gabriele Marchese

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 “In riferimento alla notizia del sindacalista trasferito, si ritiene di dover precisare che il procedimento instaurato dalla organizzazione sindacale CGIL a tutela delle posizioni del rappresentante sindacale oggetto della sentenza,  è soltanto frutto di un equivocointerpretativo da parte della stessa organizzazione sindacale e da conseguenti successivi atti diversi da quello impugnato.

E’ in corso da parte dello scrivente Comando un chiarimento rispetto alla collocazione del  dipendente che aveva comunque concertato col Sig. Vice Comandante, una assegnazione di servizio  presso altra sede, in maniera totalmente autonoma e senza informare il Comando dell’avvenuto accordo che aveva portato all’impiego in sede diversa da quella disposta dal Comandante.Peraltro detto trasferimento corrisponde ai principi già conosciuti dalle organizzazioni sindacali, in quanto  oggetto di nota protocollo 56831 del 24.01.2017, a firma   del responsabile del Settore Risorse Umane – Capo Area dell’epoca che disciplina all’interno dell’ente il trasferimento dei dirigenti sindacali RSU. Detta nota non è stata mai impugnata dalle organizzazioni sindacali e resta comunque ferma e ribadita ogni assegnazione del rappresentante dirigente sindacale che sia conforme ai principi consolidati dalla Corte di Cassazione (sentenza n. 14196 del 12.07.2016)  e che comunque sono stati posti in  essere nel provvedimento originariamente sottoscritto dal Comandante. Al contempo, spiace rilevare la posizione assunta dal segretario provinciale della organizzazione di categoria, Giovanni Cammuca che, piuttosto che adoperarsi per  chiarire  l’equivoco, ha ritenutoopportuno,  a fronte di relazioni sindacali consolidate, agire in  giudizio senza voler assolutamente confrontarsi in via preventiva e risolvere l’equivoco, probabilmente suscitato in modo strumentale. Sicuramente un diverso approccio da parte del segretario provinciale della funzione pubblica rispetto alla problematica emersa, avrebbe evitato ogni malinteso del quale mi dispiaccio e chiedo scusa e del quale sicuramente si porrà   rimedio,  nonostante la indisponibilità del segretario a discutere  preventivamente e chiarire ogni equivoco, determinato da  posizioni concordate dallo stesso  dipendente con ildirigente del servizio di ultima assegnazione. Quanto accaduto denota uno scarso senso di condivisione degli obiettivi comuni che sono quelli  della corretta attività all’interno del Corpo finalizzata a un miglioramento complessivo dei servizi  alla città e siffatte procedure  non sono ascrivibili alla portata ed alla storia della CGIL, sindacato   al quale lo scrivente risulta peraltro a tutt’oggi iscritto.”-

Com. Stam.

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