Roma celebra la creatività di Rodo Santoro con la mostra personale dal titolo “Torneanti e Sirene”

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Poliedrica, vulcanica, inarrestabile, l’onda di creatività di Rodo Santoro torna a far parlare di sé in una mostra pittorica nel cuore di Roma

L’incredibile fascino del cuore artistico della Capitale ha fatto da quinta scenica all’inaugurazione della mostra personale di Rodo Santoro, ospitata presso la Galleria “Area Contesa Arte” in Via Margutta civ. 90.

A partire dal 4 gennaio, infatti, e fino al 15 gennaio 2019 sarà possibile ammirare la folta produzione pittorica del poliedrico artista che ha sapientemente e intimamente sviscerato alcune delle anime della Sicilia: 47 tele ad olio e 120 tavole a chine che rappresentano l’ultima produzione (dal 2000 ad oggi) che vede quali protagonisti di questo racconto i torneanti e le sirene.

Molti i curiosi che hanno preso parte venerdì 4 gennaio all’avvio della mostra che è stata anche l’occasione per la presentazione dell’ultima fatica letteraria di Rodo Santoro intitolata “Il Mistero della Tomba di Federico II”. Questo racconto storico è la prima ricostruzione documentata di due importanti episodi rimasti allo stato di interrogativi e che riguardano la figura storica dell’Imperatore Federico II, Re di Sicilia. Il primo è relativo all’infanzia e alla prima giovinezza che Federico trascorse a Palermo, allora capitale del Regnum Siciliae. La ricostruzione di questo periodo viene fatta sia sulla cronaca lasciataci da uno dei suoi precettori, Guglielmo Francesco, sia sulla diretta conoscenza — da parte dell’autore — dei luoghi e degli edifici che, con molta probabilità, furono frequentati dal giovane Federico. Il secondo attiene al mistero che avvolge la sepoltura dell’Imperatore. Prima il sequestro — da parte di Federico — del sontuoso sarcofago di porfido rosso fatto realizzare per sé dal nonno materno, cioè Ruggero II Altavilla, poi l’uso successivo dello stesso sarcofago per seppellirvi altri due esponenti della monarchia siciliana dei quali uno è stato sempre identificato come donna. Ma non si sa chi fosse. Al mistero tutt’ora irrisolto sull’identità di questa donna l’autore propone una soluzione. Questa è stata elaborata sia sulla rilettura delle relazioni coeve alle ispezioni dei cadaveri effettuate nel corso dei secoli sino ad oggi, sia sulla peculiare osservazione delle diverse sistemazioni delle sepolture regie effettuate in occasione dei rimaneggiamenti storici delle stesse nel corso di lavori che hanno interessato la Cattedrale di Palermo e il suo “Cimitero dei Re”.

Rodo Santoro e la Sicilia, un legame profondo e fruttuoso grazie alla sua multiforme vita professionale. Architetto, saggista, pittore e scenografo, Rodo Santoro ha una notevole attività alle sue spalle: direttore artistico di alcune edizioni del Festino di Santa Rosalia al restauro della Vara e dei due Giganti a cavallo che caratterizzano le Festa dell’Assunta di Messina; nel campo del restauro architettonico ha progettato ed eseguito i restauri monumentali dei più grandi castelli feudali di Sicilia (Caccamo, Castelbuono, Acate) nonché della fortezza del Castellammare nel porto antico di Palermo. Nel campo dell’architettura moderna contemporanea la sua opera principale è la chiesa di S. Caterina da Siena, in Borgo Ulivia, a Palermo. Per non parlare delle sue infinite presenze artistiche – come illustratore – sia nelle sue pubblicazioni che in quelle di altri autori.

“Questa mostra – afferma Rodo Santoro – rappresenta una Sicilia antica e moderna al tempo stesso. I torneanti o giostranti sono personaggi fantastici ispirati agli scontri cavallereschi dell’Opera dei Pupi. Le sirene rappresentano invece la donna in varie situazioni: c’è quella che si affaccia sulla lampara dei pescatori; o ancora le fioraie e le fruttarole ai banchi di un mercato stradale. Ci sono anche i paesaggi costieri dove appaiono spesso le vecchie strutture di tonnare dismesse con le barche in secca”.

Com. Stam.

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