Somalia: Save the Children, almeno 100mila bambini costretti a fuggire dalle proprie case a causa delle violente inondazioni

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La popolazione già pesantemente colpita teme l’arrivo del Ciclone Kyarr previsto per il fine settimana, mentre aumenta la paura per il diffondersi di epidemie

Almeno 200.000 persone – tra cui almeno 100.000 bambini[1] – sono state costrette a fuggire dalle proprie case nella città di Beledweyne a seguito delle forti piogge che continuano ad imperversare nelle regioni di Hiraan e Bakool nella Somalia centrale. È l’allarme lanciato da Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro.

Lo staff di Save the Children racconta di interi quartieri sott’acqua, con famiglie in fuga su trattori, carri trainati da asini, barche e perfino a piedi. Decine di migliaia di famiglie con un disperato bisogno di cibo, acqua e altre necessità di base, vivono ora in campi improvvisati su terreni rialzati nelle aree circostanti maggiormente colpite.

Secondo il governo somalo, quasi l’85% degli abitanti di Beledweyne, che conta quasi 400.000 abitanti, è stato colpito dalle inondazioni. Secondo il governo, la situazione si estende anche in altre aree tra cui Bardale, dove inondazioni improvvise dovute alle forti piogge hanno colpito almeno 30.000 persone. Si prevedono piogge più intense nei prossimi giorni, sia a Beledweyne che nelle regioni circostanti.

L’ospedale principale nel Bardale è attualmente fuori servizio a causa delle inondazioni, il che fa temere che la comunità possa essere impreparata ad un focolaio di epidemie come la malaria e il colera tra i bambini.

Save the Children sta intervenendo con squadre sanitarie mobili e ha creato un centro integrato di salute e nutrizione nelle aree colpite per monitorare i bambini e fornire assistenza medica e cibo alle comunità di sfollati.

La situazione potrebbe ulteriormente aggravarsi con l’arrivo del Ciclone Kyarr, che dovrebbe colpire il Puntland e il Somaliland prima del fine settimana, con forti venti, piogge e possibili inondazioni improvvise[2]. Save the Children sta monitorando l’avanzamento della tempesta e si sta preparando ad incrementare la sua risposta. Il governo della Somalia ha fatto appello alle organizzazioni umanitarie affinché affrontino l’attuale emergenza a Beledweyne e nelle aree circostanti, aumentando la fornitura di risorse e servizi alle comunità colpite.

“La Somalia è particolarmente colpita dalla crisi climatica e le risorse sono ormai oltre ogni limite. Il peggioramento della situazione a Beledweyne e Bardale, evidenzia quanto siano vulnerabili le comunità. Save the Children è stata una delle prime ONG internazionali sul campo a fornire supporto a bambini e famiglie mentre cercano di sopravvivere in queste difficili condizioni. Anche la maggior parte del nostro personale nella regione è sfollata, con le case distrutte dalle inondazioni, ma sta lavorando instancabilmente per salvare vite e supportare le famiglie, con la costante preoccupazione che le cose peggiorino rapidamente” ha dichiarato Mohamud Mohamed Hassan, Direttore di Save the Children in Somalia.

“Le necessità odierne sono enormi e abbiamo bisogno urgentemente del supporto dei donatori. In questo momento, la nostra principale preoccupazione è la potenziale crisi sanitaria, con possibili epidemie di colera e malaria, che sono malattie devastanti per i bambini. Con l’ospedale principale fuori servizio e i sistemi di igienizzazione gravemente compromessi, è la perfetta ricetta per il disastro” conclude Hassan.

Save the Children e i suoi partner hanno supportato i bambini colpiti e le loro famiglie nelle regioni di Hiraan e Bakool fornendo acqua pulita, distribuendo kit alimentari e igienici e installando oltre 200 servizi igienici temporanei.

Com. Stam.

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