Ripristino A19: Si rischiano anni d’attesa (FI) dalla parte di autotrasportatori e cittadini

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“Forza Italia si schiera dalla parte degli autotrasportatori e di tutti i siciliani drammaticamente penalizzati dall’interruzione dell’A19 in seguito al crollo del viadotto Himera. Dopo il danno ora rischiamo di subire la beffa, per una ricostruzione che potrebbe avere tempi biblici, addirittura sette anni, visto l’immobilismo dell’ANAS e l’incapacità della Regione di affrontare con metodo e determinazione l’emergenza. Nella mattina di martedì 7 luglio saremo in strada insieme agli autotrasportatori siciliani, lungo la provinciale 24 sotto il ponte dell’A19, dove le associazioni di categoria fermeranno i loro mezzi. Una mobilitazione di cittadini e politica per affermare come caduto l’ultimo sistema di comunicazione, quello stradale, la Sicilia sia davvero alla paralisi”, così il senatore Vincenzo Gibiino, coordinatore di Forza Italia in Sicilia e membro del Comitato di Presidenza del movimento.
“Sull’Isola il sistema ferroviario, così come il trasporto marittimo sono inefficienti ed inefficaci – prosegue l’esponente forzista –. La rotaia non ha mai implementato il traffico passeggeri e non può consentire il trasferimento delle merci, in quanto l’infrastruttura non è adeguata. Le gallerie, le stesse dal Dopoguerra, sono infatti troppo strette per ospitare i container. Incommentabile il pasticcio della Regione sui collegamenti veloci tra la Sicilia e le sue isole minori, ridotti al lumicino quando non sospesi, a causa della morosità della pubblica amministrazione e di bandi poco appetibili. Ad essere mortificato è anche il principio della continuità territoriale, che potrebbe consentire ai siciliani di collegarsi al resto del continente con tariffe agevolate, se solo Palazzo d’Orleans avesse previsto un plafond. Ci ritroviamo invece collegamenti aerei oltremodo costosi, sui quali le compagnie cercano di trarre il massimo vantaggio. Una Sicilia immobilizzata al suo interno e isolata nei confronti dell’esterno. Mi chiedo dunque a cosa possa servire, in questo scenario depresso e deprimente, il progetto di promuovere gli scali aeroportuali siciliani a internazionali o strategici”.
Com. Stam.

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