Mafia – “Ciccio l’americano” finisce in manette

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A seguito di un’estradizione dagli Stati Uniti d’America, la Polizia ha eseguito, presso l’aeroporto di Fiumicino, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del latitante italoamericano Francesco Palmeri. L’operazione, frutto di complesse indagini antimafia portate avanti nei territori della Basilicata, Campania, Sicilia, Lombardia e Stati Uniti d’America, ha preso il nome di “Underboss”, in riferimento ai precedenti arresti, che nel 2014 portarono dietro le sbarre, tramite il coordinamento della Polizia di Stato e l’Fbi, 8 persone accusate di associazione a delinquere di stampo mafioso. Sono stati gli stessi investigatori a volere ed ottenere il trasferimento in Italia del latitante Francesco Palmeri, attivo personaggio di spicco di “Cosa Nostra” in America, ed indicato dalle autorità statunitensi come numero 3, in ordine d’importanza, della famiglia mafiosa italoamericana dei “Gambino”. Una figura emersa già all’inizio delle indagini coordinate dalla Procura Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria e dall’Eastern District di New York. Due infatti le conversazioni telefoniche in cui il malvivente è stato intercettato mentre dialogava con altri indagati. «Sono cattivi quelli dell’America» – spunta fuori da una di queste intercettazioni.
“Ciccio l’americano”, un soprannome che dall’America fino all’Italia, tramite un pericoloso gruppo di malviventi campani, faceva paura ai tanti imprenditori vittime delle intimidazioni e che, senza tentare la ricerca di ulteriori vie da percorrere, hanno pagato anche più milioni di euro.

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