Renzi stralcia le norme sulle intercettazioni

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Mentre avanza l’offensiva del terrorismo internazionale, giunto sino alle coste libiche, quindi ad un passo dall’Italia, il Presidente del Consiglio Matteo Renzi chiede ed ottiene dal Parlamento lo stralcio, dal DDL antiterrorismo, della norma relativa alle intercettazioni dal computer. Un provvedimento del genere era molto atteso dalle forze dell’ordine e dai servizi di intelligence proprio perché avrebbe permesso loro di controllare, analizzare, visualizzare e conservare i dati di connessione degli utenti del web. Una norma che avrebbe senz’altro permesso di prevenire, reprimere e contrastare più efficientemente il terrorismo nazionale ed internazionale. Proprio il web infatti è ormai diventato il canale di reclutamento privilegiato dai moderni terroristi. E’ qui che, lo Stato islamico, avvia prevalentemente il reclutamento e la propaganda jihadista. Adesso si dovrà ripartire da zero. Fonti governative dichiarano che si tratti di una materia molto complessa e che richiede una valutazione più attenta. “Tale norma deve essere trattata nell’ambito del provvedimento sulle intercettazioni telefoniche. Resta ferma la volontà del governo su un rafforzamento delle misure di prevenzione e contrasto al terrorismo, oggi più che mai urgenti e necessarie ma abbiamo la necessità di contemperare le esigenze di sicurezza nella lotta al terrorismo con quelle di tutela della privacy, per questo motivo è utile approfondire il confronto e la riflessione sulla intercettazioni telematiche da remoto” è quanto dichiarato dal viceministro dell’Interno, Filippo Bubbico. Dubbi sul decreto erano stati espressi anche dal Garante della Privacy. L’emendamento “va nel senso esattamente opposto a quello indicato dalla Corte di giustizia per la quale va ribadito la centralità del principio di stretta proporzionalità tra privacy e sicurezza” è il commento di Antonello Soro. La volontà di stralciare l’emendamento sull’intercettazione è stata vista da buon occhio da parte della Lega Nord e di Sel. “Evidentemente il ministro Alfano, che dimostra ancora una volta di essere inadeguato a ricoprire quel ruolo, è stato troppo occupato, e preoccupato, dalle vicende del suo partito per rendersi conto che quella norma era da regime totalitario” dichiara il capogruppo di Sel Arturo Scotti. Molti dichiarano che si rischia una deriva della libertà ma come poter rapportare un bene, seppur primario, quale il diritto alla riservatezza, con il bene della vita? La stessa vita che sarebbe minacciata come dimostrano i recenti arresti, da terroristi giunti sino in Italia? L’emendamento avrebbe consentito infatti all’autorità giudiziaria di conservare i dati del traffico telematico per due anni (oggi di un anno) e l’obbligo per i server di controllare ed oscurare i siti legati al terrorismo. La norma era stata approvata in Commissione ed approdata alla Camera. Il suo esame era previsto per oggi, sino all’intervento di Matteo Renzi.

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