FILM: Noi ~ La verità allo specchio

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Il titolo originale è Us, complemento inglese della prima persona plurale, come Her, ovvero Lei, lo è della terza singolare femminile.

Sicché, in entrambi i casi, alla traduzione manca qualcosa, un’oggettività distintiva. Però si allude anche a United States, data l’esplicitezza  dell’affermazione d’esordio delle inquietanti figure che assediano la villetta californiana in cui la (maggior parte della) famiglia di protagonisti credeva di passare delle serene vacanze: “Siamo americani”.

Al regista ed ex-comico Jordan Peele, dopo il lucido exploit di Scappa – Get Out, non preme proseguire il discorso avviato con l’apprezzato debutto, bensì radicalizzarlo, sfogliarlo ulteriormente, estenderlo, stratificarlo, traendone altri aspetti e risvolti meno evidenti. La tesa Adelaide (uno shock infantile prodottosi in quel luogo di villeggiatura) e il superficiale Gabe (Lupita Nyong’o – più convincente in versione di cupa “capopopolo” – e Winston Duke) costituiscono, con i figli Zora e Jason, il tipico nucleo afroamericano benestante, destinato a scontrarsi, per un curioso cortocircuito dimensionale, con il suo “lato oscuro”, da sempre relegato in uno spoglio (e chiuso) altrove in cui gesti e azioni sono replicati meccanicamente; tuttavia l’inspiegabile fenomeno – organizzato in una simbolica catena umana dimostrativa memore (?) d’una vecchia manifestazione per i diritti – si verifica in ogni casa del circondario; e non concerne solo i neri, comprende i “wasp” (vedi gli amichevoli vicini). Il film s’inscrive nel sottogenere dell’home invasion (al quale appartengono i due The Strangers e La notte del giudizio), imboccando poi– quanto e più del precedente lavoro dell’autore – la via dell’allegoria politica, fra reconditi sensi di colpa legati al ceto superiore (e alle conseguenze del consumismo spensierato), sopraffazione sociale, emersione di pulsioni violente legate a istinto di sopravvivenza (i tormentati “others” sono armati di dorate forbici per separarsi dalle “controfigure”).

Peele, pure sceneggiatore, si diverte – benché l’ironia vera affiori tardi – a imbastire il contrasto tra soggetti uguali e diversi: specchi (se serve “infedeli”), ombre, sosia, maschere (dalle funzioni varie), riproduzioni (dipinte) di conigli contribuiscono a esaltare la basilare alternanza tra positivo e negativo (sublimata dalla lotta tra le gemelle e i loro doppi), in un racconto che non stabilisce regole precise (per esempio, non è necessario che ognuno uccida il proprio corrispettivo), fino a un interessante capovolgimento finale. Un’opera suggestiva, sinistra, immaginifica. Non geniale ma da studiare, adatta a proficui dibattiti.

Noi (Us, USA/Giappone, 2019) di Jordan Peele con Lupita Nyong’o, Winston Duke, Shahadi Wright Joseph, Evan Alex, Elisabeth Moss

Massimo Arciresi

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