FILM: Il corriere – The Mule ~ L’egoismo di una vita

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Dalla sua più recente fatica sembra che Eastwood, da un decennio impegnato a girare solo storie vere, intenda aggiornare i contenuti del già ottimo Gran Torino (2008), ultima volta in cui si era autodiretto.

Indizi: medesimo sceneggiatore, Nick Schenk, che parte da un articolo di cronaca di Sam Dolnick (strano a dirsi, Clint ufficialmente non ha mai scritto copioni, nemmeno quelli dei suoi progetti più personali), e vecchio protagonista egoista, reduce della guerra di Corea (e piuttosto retrogrado, malgrado un’indole tendenzialmente gentile e discrete capacità diplomatiche), con problemi parentali (qui per sua prevalente responsabilità) e difficoltà ad aggiornarsi (è un coltivatore di fiori sconfitto dai prodigi di Internet). Guidatore disciplinato e insospettabile (anche per l’età), Earl è colto in un momento di difficoltà affettiva – è all’ennesimo litigio con ex-moglie (Dianne Wiest) e figlia (per davvero: è Alison Eastwood) che gli rinfacciano le perpetue assenze nei momenti importanti della loro vita – ed economica (la sua proprietà sta per essere pignorata) da un affiliato a un cartello messicano, che gli propone di portare un losco borsone dal punto A al punto B. L’uomo, senza farsi domande, accetta e riceve un lauto compenso. Abbastanza per voler ripetere l’esperienza, guadagnandoci sempre di più (tanto da acquistare un nuovo pick-up e contribuire alle spese dei propri cari e del club dei reduci) e “meritandosi” una scontrosa scorta di delinquenti (coordinata dal riluttante Julio, interpretato da Ignacio Serricchio), nonché l’attenzione della comunque disorientata DEA (le parti con gli indagatori Bradley Cooper, Michael Peña e Laurence Fishburne risultano più convenzionali).

Quando l’anziano corriere, nel corso di una situazione difficile, scopre quel che in effetti trasporta (cioè molta droga), deve trarsi d’impaccio ma non si scompone. Le verità negate a se stesso, in fondo, hanno già segnato (e disgregato) la sua esistenza, però forse non è tardi per provare a porre rimedio. Non prima di aver assaporato – a suggellare il versante individualistico – agi, sfarzi, sesso facile derivanti dall’attività illegale e dalla benevolenza del boss Andy Garcia.

L’autore ottantottenne (che recita abilmente un divario posturale tra il prologo e il corpus della trama, che si svolge 12 anni dopo) riconferma la vincente predilezione per un cinema classico (canzoni a commento comprese), promulgatore – a calcolato rischio di retorica – di valori concreti come l’amore per la famiglia. Nel cast si notano la graziosa e comprensiva nipote Taissa Farmiga e il truce e invidioso manigoldo Clifton Collins Jr.

Il corriere – The Mule (The Mule, USA, 2018) di Clint Eastwood con Clint Eastwood, Bradley Cooper, Dianne Wiest, Laurence Fishburne, Michael Peña

Massimo Arciresi

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