FILM: Bohemian Rhapsody ~ Miti e leggende

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Ci sono infiniti modi di girare un biopic. Ci si può attenere scrupolosamente a fatti documentati (come in molte opere che testimoniano la Shoah) o prendere spunto da un personaggio esistito e cucirgli su misura una storia posticcia in cui praticamente tutto è permesso (?), vedi Callas Forever o Fur.

Fra i due estremi esistono parecchie sfumature, l’importante è saperlo. E accettarlo. Sottolineatura indispensabile nel caso in esame, preceduto da un lungimirante, furbo e infallibile battage, nonché avviso ai puristi, ovvero agli sfegatati fans dei Queen in grado di individuare immediatamente libertà e licenze della sceneggiatura di Anthony McCarten, fra canzoni concepite – secondo genesi alquanto fantasiose – in periodi e dischi diversi, episodi (e tour) ritoccati anche cronologicamente quando non completamente inventati e situazioni ingentilite, e a coloro che ne sanno di meno e tendono a prendere per oro colato la trama di qualsiasi film “tratto da una storia vera”. Qui si disquisisce di una mitizzazione intenzionale e piuttosto scoperta, anzi della rappresentazione di una leggenda, visto che la parola è argutamente adoperata nel trailer. Non sempre operazioni simili riescono; questa sì.

Il merito, oltre che dell’amata musica creata e prodotta dal quartetto britannico, non è da ascrivere a un autore quotato (ma per vari motivi destabilizzato) quale è Bryan Singer, peraltro sostituito nelle ultime settimane di lavorazione (per non meglio definiti “motivi personali”) da Dexter Fletcher, attore con qualche regia alle spalle (Eddie the Eagle), bensì a un cast partecipe. Freddie Mercury – che all’epoca in cui nacque il progetto, affidato a Stephen Frears, doveva essere il somigliante Sacha Baron Cohen – ha il volto di Rami Malek, lanciato dalla serie tv Mr. Robot e appena apprezzato nel remake di Papillon. Le sue movenze, soprattutto sul palco, dimostrano che ha studiato meticolosamente il celebre  frontman; il resto della band funge da retroguardia: Gwylim Lee è un perfetto Brian May, Ben Hardy e Joe Mazzello impugnano le bacchette e il basso di Roger Taylor e John Deacon. A Lucy Boynton va il ruolo di Mary Austin, unico indiscusso amore femminile del bisessuale Freddie.

All’interno di una narrazione piuttosto canonica, due scene lasciano un segno: la movimentata conferenza stampa e l’uscita dalla clinica del protagonista. Interessantissima è poi la scelta di interrompere il racconto sul Live Aid del 1985: i 20 minuti dell’esibizione al Wembley Stadium sono riprodotti fedelmente e integralmente: dunque un percorso artefatto, dicevamo, che tuttavia punta dritto verso una – ottimistica – “verità” conclusiva.

Bohemian Rhapsody (id., GB/USA, 2018) di Bryan Singer con Rami Malek, Lucy Boynton, Gwylim Lee, Ben Hardy, Joe Mazzello

Massimo Arciresi

 

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