Truffe «rilevatori di fughe di gas»: Operazione congiunta Polizia/Carabinieri/Polizia locale

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Nell’ambito di un’attività di indagine coordinata dal Procuratore Aggiunto del IV Dipartimento della Procura della Repubblica di Milano dott. Eugenio FUSCO e dal Sostituto Procuratore dott. Enrico PAVONE, nella prima mattinata odierna personale appartenente alle aliquote Polizia di Stato, Carabinieri e Polizia Locale della Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura di Milano,

ha proceduto a eseguire in alcuni Comuni della Provincia di Brescia un’ordinanza applicativa di misure cautelari (obbligo di dimora e divieto di allontanamento notturno) emessa dal G.I.P. del Tribunale di Milano dott.ssa Alessandra DI FAZIO per il reato di truffa aggravata ex art. 640 c.p., a carico di:

  1. G., n.1988
  2. A., n. 1997
  3. L., n. 1994
  4. E., n.1996
  5. G., n. 1981

E’ stato inoltre eseguito un decreto di perquisizione locale emesso dal Pubblico Ministero procedente a carico dei predetti soggetti e di:

  1. A., n.1958

L’origine delle attività di indagine risale agli ultimi mesi del 2018 e ha preso spunto da alcune denunce e segnalazioni rese dalle anziane vittime di truffe aggravate seriali commesse con il metodo dei «rilevatori di fughe di gas» dai soggetti sopra menzionati operanti tutti per conto della società bresciana denominata «G.A.S. S.r.l.»,

In data 14.12.2018, a seguito di specifica segnalazione, personale del Pool Antitruffe, intervenuto prontamente, giungeva ad indentificare tale I. A., ed a sequestrare un POS, una serie di volantini ed altro materiale di notevole interesse investigativo.

All’esito dell’attività successive emergevano una serie di episodi (48 quelli contestati) –  accertati  a partire dal giorno 19.11.2018 fino al giorno 06.02.2019 – costituenti truffe commesse ai danni per lo più di soggetti ultra settantenni, ai quali veniva proposto l’acquisto e la consecutiva installazione di rilevatori di gas e di monossido, a fronte del pagamento di somme assolutamente sproporzionate rispetto al loro valore, spacciati per dispositivi di ultima generazione, che in realtà erano risultati dei meri rilevatori di fumo di bassa qualità aventi un costo decisamente irrisorio e soprattutto non necessari, poiché non previsti da alcuna normativa in materia.

Molte delle persone sentite dichiaravano infatti che i tecnici li avevano indotti all’acquisto asserendo che si trattasse di dispositivi previsti obbligatoriamente dalla legge ed indispensabili ad evitare fughe di gas. Le persone offese precisavano, altresì, di essersi fidate della bontà dell’affare poiché avevano visto affissi nei loro condomini delle locandine che li avvertivano dell’arrivo dei tecnici preposti all’installazione.

La società di rilevazione del gas emittente le fatture era riconducibile a P.A, intorno alla quale, gravitavano tutti gli altri indagati, i quali si presentavano alle malcapitate vittime in qualità di tecnici del gas dipendenti della società di P.A. e, quindi, autorizzati a determinare gli interventi che puntualmente proponevano loro.

L’ulteriore e capillare attività esperita ha consentito il rintraccio di tutte le vittime di reato, alcune individuate grazie alle fatture ed alle ricevute dei POS sequestrati nella disponibilità degli indagati; altri presentatesi spontaneamente presso gli uffici di polizia, in quanto avvertiti da altri vicini di abitazione che avevano subito truffe analoghe.

 

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