Carabinieri: OPERAZIONE “Occhi di Gatto” (Video)

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Dalle prime ore del mattino, i Carabinieri della Compagnia di Urbino hanno eseguito cinque ordinanze di misura cautelare, di cui quattro agli arresti domiciliari e una dell’obbligo di dimora, nei confronti di un sodalizio criminale composto da sole donne con cittadinanza italiana e di origine rom, di età compresa tra i 19 e i 50 anni.

Le stesse, legate da vincolo di parentela sono state ritenute responsabili di aver commesso furti in appartamento ai danni di persone anziane, in Rimini, Urbino, numerosi comuni del Montefeltro e dell’entroterra marchigiano, con successivo indebito utilizzo di carte di credito/pagamento.

L’operazione rappresenta l’epilogo di una articolata attività di indagine condotta in maniera corale dal Nucleo Operativo della Compagnia di Urbino e dalla Stazione di  Piandimeleto, unitamente alle restanti Stazioni dello stesso Comando Compagnia, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Urbino, che ha permesso di interrompere una serie di reati, tra i più odiosi per la cittadinanza.

Gli accertamenti dei militari sono iniziati a settembre del 2018, quando alcuni cittadini avevano denunciato la recrudescenza di furti in abitazione, segnalando nei pressi delle case interessate la presenza di donne di origine rom. La capillare attività informativa delle Stazioni dell’Arma, ha permesso immediatamente di avviare indagini di natura tradizionale e tecnica, partendo dalla ricostruzione delle caratteristiche fisiognomiche delle presunte autrici dei furti. Successivamente, una volta geolocalizzati i luoghi in cui erano stati commessi i furti, sono state mappate le aree maggiormente bersagliate dalle incursioni delle ladre, individuando i percorsi effettuati dal gruppo criminale, composto esclusivamente da donne, la cui base logistica veniva individuata all’interno di un campo nomadi della vicina Romagna.

Lo studio delle numerose denunce di furto raccolte dai militari, i servizi di osservazione e pedinamento, la visione di impianti di videosorveglianza, hanno consentito di individuare le diverse autovetture in uso alle delinquenti; le stesse venivano ciclicamente sostituite ed avevano proprietari fittizi, così da eludere i controlli da parte delle Forze di Polizia. Le donne sono state identificate ricorrendo anche a riconoscimenti fotografici da parte di coloro che avevano subito i furti.

Il modus operandi delle malviventi era sempre lo stesso; infatti in maniera consolidata e sistematica, il gruppo agiva durante l’orario diurno in composizione di due o tre donne alla volta, monitorando ed effettuando sopralluoghi nelle adiacenze delle abitazioni da colpire, prediligendo nella maggior parte dei casi residenze in cui domiciliavano persone anziane. Una volta fatto accesso all’interno degli stabili, venivano trafugati tutti i beni di valore in vista, tra cui gioielli, monili in oro, denaro contante e carte di credito. In particolar modo, le stesse evidenziavano non comuni tecniche di raggiro, dimostrate nei casi in cui, a contatto con il proprietario di casa, sfruttavano la minorata difesa dovuta all’età avanzata della vittima e la relativa precaria lucidità di quest’ultima. Le abili criminali infatti, indossando vestiti griffati o succinti e fingendo di cercare case in affitto, di vendere fiori o oggetti destinati alla beneficienza, catalizzavano l’attenzione della vittima, permettendo ai restanti complici di frugare all’interno delle camere. Impressionante l’elevato coefficiente di professionalità delinquenziale e la rapidità di azione con cui le anzidette accedevano nella stessa giornata, senza soluzione di continuità, in più abitazioni o, all’occorrenza, all’interno di autovetture parcheggiate nei dintorni. Durante le azioni delinquenziali non sono state risparmiate strutture ricettive e, addirittura, in un’occasione veniva presa di mira una casa canonica lasciata disabitata durante un’omelia. A completamento delle investigazioni, i Carabinieri hanno tracciato le spese effettuate dalle criminali con le carte di credito/pagamento sottratte nel corso dei furti e custodite in portafogli, all’interno dei quali nella maggior parte dei casi le anziane vittime lasciavano incautamente i codici di accesso. Le successive compere hanno riguardato soprattutto negozi di telefonia cellulare (in un’occasione venivano acquistati otto cellulari), abbigliamento, distributori di carburante ed in genere beni facilmente monetizzabili.

I militari dell’Arma, allo stato attuale, hanno riscontrato la commissione di 23 furti ed un danno relativo ai prelievi effettuati, mediante l’indebito utilizzo di carte di credito, che si aggira intorno ai 15.000 euro, oltre a numerosa refurtiva asportata consistente in denaro contante, gioielli, monili in oro, telefoni cellulari, il cui valore è in corso di quantificazione.

Nel corso del servizio hanno preso parte alle operazioni personale del 13° Nucleo Elicotteri CC di Forlì (FC) , del Nucleo CC Cinofili di Pesaro, un team di Artificieri del Comando Provinciale di Ancona, in collaborazione con i militari della Compagnia di Riccione (RN).

Durante le perquisizioni all’interno dei moduli abitativi ubicati nel campo nomadi sono state rinvenute alcuni molini in oro, carte di credito, telefoni cellulari, orologi, abbigliamento, targhe di autovetture di provenienza illecite e denaro contante.

Le indagini sono ancora in corso e hanno come obiettivo la scoperta di ulteriori furti in appartamento commessi in precedenza ed in altre regioni.

L’operazione condotta dalla Compagnia Carabinieri di Urbino, rientra nel quadro delle attività di contrasto alla commissione di reati contro il patrimonio, in special modo durante il periodo delle ferie estive e con particolare riferimento alle persone anziane, che purtroppo in alcune circostanze rischiano di trovarsi indifese e maggiormente esposte ad alcuni fenomeni criminosi.

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