Milano: la Polizia esegue un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 8 persone per traffico di droga e sfruttamento della prostituzione

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Milano: la Polizia di Stato esegue un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 8 persone per traffico di droga e sfruttamento della prostituzione.

Lo scorso primo luglio, la Squadra Mobile della Questura di Milano, in collaborazione con l’organo di Polizia Albanese, per il tramite del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Monza nei confronti di 8 cittadini albanesi responsabili di traffico di sostanze stupefacenti e sfruttamento della prostituzione. Contestualmente sono state eseguite perquisizioni personali e locali all’esito delle quali è stato sottoposto a sequestro un appartamento, due conti correnti e due autovetture di proprietà degli indagati come disposto con decreto dissequestro preventivo dell’Autorità Giudiziaria.

Nell’Aprile 2017, gli agenti della Squadra Mobile hanno intrapreso un’attività d’indagine sulla scorta di quanto emerso dagli esiti di precedenti procedimenti penali in carico alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Monza e di Treviso.

L’indagine che ne è scaturita ha permesso di accertare l’esistenza di un gruppo criminale ben organizzato, dedito al traffico di sostanze stupefacenti e allo
sfruttamento della prostituzione i cui membri, tutti cittadini albanesi, sono tra loro legati da un forte vincolo di parentela, impermeabile dall’esterno, in quanto
appartenenti quasi tutti alla famiglia e originari della città di Lezhe.

Lo spessore criminale del sodalizio ha trovato espressione nell’importazione di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente nell’ordine di 15/20 kg di cocaina per
ogni carico, che il gruppo criminale occultava in box specificatamente dedicati per poi smistarla e rivenderla a prezzo maggiorato nell’ordine di mezzo chilo, 1 chilo,
2 chili a connazionali, rivelatisi fidati e collaudati clienti anch’essi spacciatori abituali distribuiti sul territorio lombardo.

Gli ingenti investimenti che gli indagati periodicamente effettuavano nell’acquisto di cocaina, erano possibili anche grazie agli importanti proventi illeciti derivanti dal controllo delle zone di prostituzione operato dal predetto gruppo criminale ed esercitata da 6/7 giovani donne, quasi tutte di origine rumena, costrette
a prostituirsi nell’hinterland di questo capoluogo e nella provincia di Monza (MB), ed in grado di “produrre” ciascuna 3/400 euro a serata.

Queste ultime, come emerso dalle indagini, sono state costrette a corrispondere quotidianamente i proventi del meretricio ai propri sfruttatori che, non svolgendo
alcuna attività lavorativa né avendo alcuna fonte di reddito regolare, hanno trovato nello sfruttamento delle rispettive donne una delle loro principali fonti di
sostentamento.

La forza di tale gruppo criminale si è espressa nella capacità di esercitare un capillare controllo del territorio, presidiando costantemente le zone di prostituzione
nella loro disponibilità, nonché respingendo prontamente, spesso col ricorso alla violenza, eventuali tentativi di insediamento di gruppi criminali concorrenti.

I poliziotti, indagando sulle condotte di sfruttamento della prostituzione e di spaccio di stupefacenti perpetrate dal succitato gruppo criminale, sono riusciti a
raccogliere numerosi elementi probatori a carico di 8 soggetti di etnia albanese, che hanno portato a richiedere alla Procura della Repubblica di Monza altrettante
richieste di misure cautelari.

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