Palermo: La Polizia infligge un duro colpo ad una delle più significative cellule di cosa nostra palermitana, la famiglia mafiosa di corso dei mille (Video- elenco arrestati)

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All’alba di oggi, la Polizia di Stato, in esecuzione  di una Ordinanza di applicazione della misura cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Palermo, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Palermo che ha coordinato le indagini, ha tratto in arresto:

  1. SCIMO’ Luigi (inteso Fabio), nato a Palermo, cl.1963, (carcere);
  2. TESTA Salvatore, nato a Palermo, cl.1962, (carcere);
  3. DI FATTA Giuseppe, nato a Frankfurt Am Main (D), cl.1970, (carcere);
  4. GIORDANO Salvatore, nato a Palermo, cl. 1965, (carcere);
  5. MILITELLO Patrizio, nato a Palermo, cl.1978, (carcere);
  6. MILITELLO Aldo, nato a Palermo, cl.1973, (carcere);
  7. DE SIMONE Giovanni nato a Palermo, cl.1962, (carcere);
  8. DI MARZO Pietro, nato a Palermo, cl.1989, (carcere);
  9. CASTIGLIONE Girolamo, nato a Palermo, cl.1954, (carcere);
  10. MICALIZZI Stefano, nato a Palermo, cl.1965, (carcere);
  11. MACHI’ Vincenzo, nato a Palermo, cl. 1962 (carcere);
  12. MICALIZZI Gioacchino, nato a Palermo, cl.1987, (carcere);
  13. MINEO Lorenzo, nato a Palermo, cl. 1960, (domiciliari);
  14. PICONE Filippo Maria, nato a Palermo, cl. 1952, (domiciliari);
  15. SALERNO Francesco, nato a Palermo, cl. 1970, (domiciliari);
  16. URSO Enrico, nato a Palermo, cl. 1985, (domiciliari);
  17. LICAUSI Santo, nato a Palermo, cl. 1983, (domiciliari);
  18. LETO Paolo, nato a Palermo, cl. 1992, (domiciliari);
  19. LI CAUSI Gaetano, nato a Palermo il 27.06.1991, (domiciliari);
  20. FELICIOTTI Caterina, nata a Palermo, cl. 1985 (domiciliari);
  21. ROVETTO Paolo, nato a Palermo, cl. 1994, (domiciliari)
  22. ROVETTO Pietro, nato a Palermo, cl. 1973, (domiciliari)
  23. D’ANGELO Giovanna, nata a Palermo, cl.1966, (divieto di dimora);
  24. MENDOLA Pietro, nato a Palermo, cl.1972, (divieto di dimora);
  25. GUMINA Anna, nata a Palermo, cl.1969, (divieto di dimora);

Gli indagati rispondono, a diverso titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione aggravata, incendio, trasferimento fraudolento di valori aggravato, autoriciclaggio, detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio e contrabbando di Tabacchi Lavorati Esteri.

Il provvedimento, emesso dal G.I.P. presso il Tribunale di Palermo su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, giunge al termine di un’ articolata attività d’indagine, condotta dai poliziotti della Squadra Mobile ed effettuata sul mandamento mafioso di Brancaccio e, in particolare, sulla famiglia di Corso dei Mille.

Immediatamente dopo l’arresto di Pietro TAGLIAVIA cl. ’78, reggente fino al 2015 dell’intera compagine mandamentale, le investigazioni si sono concentrate sulle figure di Luigi SCIMO’ e Salvatore TESTA, personaggi di indubbia caratura mafiosa che sono riusciti, in breve tempo, a riorganizzare le fila del sodalizio mafioso di Corso dei Mille, profondamente colpito, nel luglio del 2017,  dall’operazione Maredolce.

La loro leadership, emersa sin dalle prime acquisizioni tecniche, ha trovato puntuale riscontro nella capacità di mantenere stabili rapporti con autorevoli esponenti di cosa nostra palermitana e non solo.

Tra questi, spiccano i nomi di Pietro SALSIERA e Sergio NAPOLITANO, ai vertici della famiglia di Resuttana, Giovanni SIRCHIA, uomo d’onore di Passo di Rigano, Filippo BISCONTI, al tempo capo della famiglia di Belmonte Mezzagno e, oggi, collaboratore di giustizia e Leo SUTERA, indiscusso rappresentante della provincia di Agrigento, attualmente detenuto.

Dal complesso delle attività è emerso come i due abbiano assunto la guida della famiglia mafiosa di Corso dei Mille, organizzando e dirigendo un folto gruppo di sodali in grado di condizionare profondamente il tessuto economico, tanto legale quanto illecito, di quella porzione di territorio.

Oltre la pressione estorsiva in danno degli operatori economici della zona, affidata alle cure di GIORDANO Salvatore e DI FATTA Giuseppe, gli uomini della famiglia erano molto attivi nel contrabbando di sigarette, coordinato da CASTIGLIONE Girolamo, e nel settore dei video poker, tramite i fidati DE SIMONE Giovanni e MILITELLO Aldo.

È stato, altresì, documentato l’interesse del gruppo di SCIMO’ nelle gestione delle case di riposo per anziani, intestate fittiziamente a terzi ma, in realtà, controllate dallo stesso SCIMO’ tramite GUMINA Anna e DI MARZO Pietro.

Quest’ultimo, genero dello stesso SCIMO’, ha anche curato personalmente l’acquisto di una partita di stupefacente presso un non meglio identificato esponente della famiglia BARBARO di Platì. La trattativa era finalizzata a stabilire un canale di rifornimento diretto tra Calabria e Sicilia che garantisse l’approvvigionamento di cocaina per le piazze di spaccio attive sul territorio di Brancaccio e controllate dalla famiglia mafiosa.

In generale, è stato ricostruito l’organigramma della famiglia di Corso dei Mille, con la precisa ricostruzione dei ruoli e delle responsabilità attribuiti da TESTA e SCIMO’ ai loro sodali, secondo i tradizionali modelli organizzativi di cosa nostra.

Struttura, questa, che continua a garantire all’organizzazione mafiosa un capillare controllo del territorio funzionale alla salvaguardia degli interessi economici dell’organizzazione stessa.

Emblematico, in tal senso, il caso di una rapina in danno di una sala bingo sottoposta ad amministrazione controllata e al cui interno erano collocati dei video poker di pertinenza di altra famiglia.

Nella circostanza, TESTA e SCIMO’ si sono immediatamente attivati per rintracciare gli autori del colpo, evidentemente non autorizzati dai referenti territoriali dell’organizzazione mafiosa, e costringerli a restituire il bottino dopo un breve processo sommario.

Non sfuggono al controllo mafioso nemmeno le questioni di carattere personale che riguardino i singoli associati.

È il caso, ad esempio, del furto dello scooter di proprietà di DI MARZO Pietro; questi, sfruttando le sue “conoscenze” sul territorio, ha prontamente individuato l’incauto ladro, costretto i suoi genitori ad acquistare uno scooter simile e, contestualmente, cederne la proprietà al DI MARZO medesimo.

Sono stati, inoltre, documentati alcuni episodi di usura posti in essere da FELICIOTTI Caterina, moglie di URSO Enrico; quest’ultimo curava, per conto di SCIMO’ ed altri sodali, la delicata fase di preparazione di importanti riunioni tra mafiosi.

Inoltre, sono stati sottoposti a sequestro preventivo alcune imprese e diversi veicoli per un valore complessivo quantificabile nell’ordine del milione di euro.

A margine dell’indagine principale, infine, sono stati ricostruiti alcune fattispecie di furto per i quali sono gravemente indiziati ROVETTO Pietro e ROVETTO Paolo.


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