Francia. Si masturba in aereo, denunciato si giustifica: “Sono stressato”.

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Domenica scorsa, la polizia di frontiera (PAF) è stata chiamata ad intervenire all’aeroporto di Tolosa-Blagnac. Uno dei passeggeri di un volo simulava un gesto di masturbazione sotto il cappotto, ma il suo vicino di sedile lo ha denunciato per atti osceni. Quindi il capitano ha chiesto il suo sbarco.

Si masturba in aereo, denunciato si giustifica: “Sono stressato prima del decollo” così il pilota dell’aereo lo ha fatto scendere dal volo Tolosa-Lione. L’episodio è successo domenica scorsa.  Appena sbarcato si è beccato una denuncia per atti osceni in luogo pubblico “e portato negli uffici della Polizia di frontiera francese (PAF). Visibilmente alterato, ha provato a giustificarsi dicendo di averlo fatto “perché era stressato dalla paura per il decollo”. Lunedì mattina il giudice della libertà ha confermato il fermo per cui è stato rinchiuso a Seysses dove ha passato la notte del lunedì. Martedì si è presentato dinanzi al Giudice del Tribunale penale per il processo per direttissima e Theo, 35 anni, alle domande del perchè di quel gesto ha risposto: “Pensavo che il mio sesso fosse nascosto dal mio cappotto. Ho problemi con quello quando sono stressato. Sono sotto trattamento, ma questa volta avevo dimenticato a casa i farmaci. Ho appena messo la mia mano nei miei pantaloni, non c’era nessun desiderio, era una palpazione anti-stress! Al decollo, si sarebbe affievolita la tensione.” Theo è stato condannato a 7 mesi di reclusione con la condizionale. Dovrà risarcire il denunciante con 550 euro. Il problema principale, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti“, è rappresentato dai passeggeri che non rispettano le regole minime di sicurezza, aumentando così il rischio che da un minimo accenno di tensione si scateni una rissa, costosa anche per le compagnie perché i piloti hanno l’obbligo di far rientrare a terra l’aereo. Atterraggi di emergenza che hanno un loro costo visto che portano a dei ritardi rispetto agli orari schedulati causando richieste di rimborsi da parte delle persone a bordo.

Giovanni D’AGATA

Com. Stam./foto fonte Sportello dei Diritti

 

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