Farmaci innovativi: gestione fondo, in Sicilia serve rapidità e programmazione più efficace

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Palermo  – La grande sfida della Sicilia oggi è rendere disponibili a tutti i cittadini le nuove opportunità terapeutiche, ma serve un accesso più rapido alle risorse ministeriali destinate alla cura di alcune patologie gravi indicate dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) .

Una innovazione che promette molto, ma che costa anche molto alla sanità pubblica: 1200 milioni di euro per tre anni destinati ai pazienti oncologici e altrettanti 1200 per le altre malattie rare, ad oggi assorbiti quasi interamente dai malati affetti da epatite C e su cui la Sicilia incide per l’8 %.

“Sono risorse a carico di un fondo ministeriale specifico e rese disponibili secondo una ripartizione regionale e solo per le patologie disposte dall’Agenzia. Ma i tanti allarmi sulla sostenibilità economica dei farmaci innovativi hanno reso necessario fare il punto sull’impiego delle risorse, le opportunità e le debolezze dell’intero sistema, valutando la possibilità di una programmazione diversa e più efficace in Sicilia, nel rispetto dei criteri di innovazione e sostenibilità”. Così Toti Amato, presidente dei medici siciliani, all’avvio della prima tavola rotonda della giornata di lavori sui “Farmaci innovativi e sostenibilità della spesa”, che si è svolta a Villa Magnisi, sede dell’Omceo della provincia di Palermo, allo scopo di individuare modelli economicamente sostenibili ma in grado di garantire a tutti le migliori terapie in tempi rapidi.

Tutti gli esperti hanno condiviso la prima debolezza del sistema già al primo stadio: i tempi di accesso alle risorse, dunque ai farmaci, sono più lenti per l’Italia rispetto agli altri Paesi europei, un ritardo che si aggrava ulteriormente per la Sicilia rispetto ad altre regioni per un farraginoso iter di recepimento.

A spiegare le procedure e lo scenario delle criticità nell’isola Roberto Bordonaro, segretario nazionale dell’Aiom, nonché componente del tavolo ministeriale per i farmaci oncologici innovativi: “Un farmaco oncologico innovativo arriva nella ‘prima’ regione italiana dopo due anni dall’approvazione dell’Agenzia europea del farmaco (Ema). Alcune Paesi, come la Germania lo recepiscono contestualmente, in Italia deve necessariamente passare da un secondo organo, l’Aifa, che ne fa una valutazione di appropriatezza e negozia le modalità di prezzo e di rimborso. Inoltre, per 17 regioni (tra cui la Sicilia) esiste un terzo livello gerarchico. Sono i prontuari terapeutici regionali, a cui devono essere sottoposte le molecole per potere essere disponibili alle aziende”. Un terzo filtro che secondo Bordonaro andrebbe eliminato non solo perché i Prontuari non hanno gli spazi normativi per modificare le indicazioni dell’Aifa, ma anche perché i farmaci indicati dall’Agenzia come ‘innovativi importanti e innovativi potenziali’, secondo il decreto Balduzzi, dovrebbero entrare automaticamente a livello regionale, in quanto rappresentano livelli essenziali di assistenza e la loro indisponibilità lede il diritto dei pazienti alla migliore cura.

Inoltre, secondo il segretario Aiom, una volta che un nuovo farmaco viene inserito nel PTORS (Prontuario terapeutico/ospedaliero della Regione siciliana), le aziende sanitarie non possono in automatico erogarlo, ma servono altre procedure legate alla Centrale unica di committenza che si traducono in tempi sempre più lunghi e un aggravio economico per le casse regionali perché i pazienti si rivolgono ad altre strutture, incrementando il fenomeno della migrazione sanitaria e aumentando i costi indiretti. Una volta previsto nel Ptors, le aziende dovrebbero essere autorizzate ad avviare una gara per l’immediato approvvigionamento.

Com. Stam.

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