Catania – Operazione antimafia, 15 arresti

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Su emissione da parte del Gip del Tribunale etneo, i carabinieri di Catania hanno eseguito un provvedimento restrittivo nei confronti di quindici persone, ritenute appartenenti alla famiglia catanese Santapaola-Ercolano, clan mafioso “detentore” della fascia ionica siciliana. Gli arresti, richiesti dalla locale Direzione distrettuale antimafia, si sono basati sulle diverse estorsioni e sui molteplici traffici di stupefacenti che i malviventi portavano avanti da tempo. Numerosi gli episodi di danneggiamento e intimidazione che hanno visto vittime alcuni imprenditori e commercianti del Catanese, e che hanno permesso alle forze dell’ordine di tracciare le dinamiche dell’attività criminale. Risaliti ai vertici e alle modalità di gestione delle entrate, gli agenti sono intervenuti mettendo fine a un importante “summit mafioso”, ed evitando quindi ulteriori azioni criminali finalizzate al controllo del territorio. Una mafia che faceva soldi anche grazie al vino doc dell’Etna, dati i numerosi “pizzi” richiesti, per modo di dire, alle più grandi ditte vitivinicole, da Randazzo fino a Castiglione di Sicilia. Plante, Mannino, Valenti, Vagliasindi e Tornatore erano solo alcuni dei produttori vinicoli divenuti schiavi del clan Santapaola-Ercolano, e ora stanno finalmente vivendo qualche giorno di serenità in più. Ogni azienda, infatti, pagava annualmente una somma variabile tra i 1.000 e i 12.000 euro, a cui andavano aggiunti 500 euro mensili come “guardiania”. In caso di mancato pagamento, sarebbero stati tagliati i filari delle viti. Era Pietro Carmelo Oliveri, 48 anni, a tessere le fila delle estorsioni, in qualità di successore del boss Paolo Brunetto, morto nel 2013.

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