Cosa vogliono i gilet gialli

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Ormai la terza ondata di manifestazioni dei gilet gialli ha sommerso la Francia. La rivolta è nata da un aumento delle tasse sul carburante, un rincaro che colpisce soprattutto i ceti popolari e gli abitanti delle zone meno urbanizzate. Tuttavia, il movimento si è fatto presto interprete di un malcontento diffuso contro il presidente Macron e contro il governo.

Ma cosa vogliono i gilet gialli? I loro portavoce hanno inviato ai media e ai deputati un comunicato che elenca le loro rivendicazioni. Le riportiamo qui affinché ognuno si possa fare un’idea su questo movimento.

“Deputati di Francia, vi esprimiamo le direttive del popolo affinché voi le trasponiate in legge.

  • Zero poveri in strada: misura urgente.
  • Più progressività nelle imposte sul reddito (più scaglioni).
  • SMIC (salario minimo n.d.t.) a 1300 euro netti.
  • Favorire piccoli negozi dei villaggi e dei centri urbani. Fermare la costruzione di grandi zone commerciali intorno alle grandi città che uccidono il piccolo commercio. Più parcheggi gratuiti nei centri urbani.
  • Grande piano d’isolamento termico delle abitazioni: fare ecologia facendo allo stesso tempo risparmiare le famiglie
  • Che i grandi (MacDonald, Google, Amazon, Carrefour, ecc.) paghino tanto e i piccoli (artigiani, piccole imprese) paghino poco.
  • Lo stesso sistema di sicurezza sociale per tutti (inclusi gli artigiani e i lavoratori autonomi). Fine dell’Rsi (piano sociali per i lavoratori autonomi).
  • Il sistema pensionistico deve rimanere solidale e quindi socializzato (nessun pensionamento a punti).
  • Fine dell’aumento delle tasse sul carburante
  • Nessuna pensione inferiore a € 1200
  • Qualsiasi rappresentante eletto avrà diritto al salario mediano. Le spese di trasporto saranno monitorate e rimborsate se giustificate. Diritto al buono per il ristorante e ai cheque-vacances (ticket per retribuzione n.d.t.).
  • I salari di tutti francesi, nonché delle pensioni dell’indennità, devono essere indicizzati all’inflazione
  • Proteggere l’industria francese: proibire le delocalizzazioni. Proteggere il nostro sistema industriale vuol dire proteggere il nostro know-how e il nostro lavoro
  • Fine del lavoro distaccato. Non è normale che una persona che lavora in territorio francese non benefici dello stesso stipendio degli stessi diritti. Tutte le persone autorizzate a lavorare sul territorio francese devono essere alla pari con un cittadino francese e il loro datore di lavoro deve contribuire allo stesso livello di un datore di lavoro francese
  • Per la sicurezza del lavoro limitare ulteriormente il numero di contratto tempo determinato per le grandi aziende. Vogliamo più contratti a tempo indeterminato.
  • Fine del CICE (credito d’imposta per la competitività e l’occupazione n.d.t.). Usare questi soldi per il lancio di industria francese dell’auto a idrogeno (che è veramente ecologica, contrariamente all’auto elettrica)
  • Fine della politica di austerità. Smettiamo di rimborsare gli interessi sul debito dichiarati illegittimi e iniziamo a rimborsare il debito senza perdere i soldi dei poveri e dai meno poveri, ma andando a cercare gli 80 miliardi di evasione fiscale
  • Che le cause delle migrazioni forzate siano affrontate
  • Che i richiedenti asilo siano sino trattati bene. Dobbiamo loro alloggio, sicurezza, cibo e istruzione per i minori. Lavorare con l’ONU affinché campi di accoglienza siano aperti in molti paesi del mondo in attesa dell’esito della domanda d’asilo
  • Che i richiedenti asilo respinti siano riportati al loro Paese di origine
  • Che sia messa in atto una vera politica di integrazione. Vivere in Francia implica diventare francese (corso di francese, corso di storia francese e corso di educazione civica con una certificazione alla fine del percorso)
  • Salario massimo fissato a 15.000 euro
  • Creare lavoro per i disoccupati
  • Aumento dei fondi per i disabili
  • Limitazione degli affitti. Più alloggi in affitto a costi moderati (soprattutto per studenti e lavoratori precari)
  • Divieto di vendere proprietà appartenenti alla Francia (dighe, aeroporti, …)
  • Mezzi adeguati concessi al sistema giudiziario, alla polizia, alla gendarmeria e all’esercito. Che gli straordinari delle forze dell’ordine siano pagati o recuperati.
  • Tutto il denaro guadagnato dei pedaggi autostradali dovrà servire per la manutenzione di autostrade e strade in Francia e per la sicurezza stradale
  • Poiché il prezzo del gas e dell’elettricità è aumentato in seguito alle privatizzazioni, vogliamo che siano nuovamente nazionalizzati e che i prezzi scendano in modo coerente
  • Cessazione immediata della chiusura di piccole linee di trasporto, uffici postali, scuole e asili nido
  • Pensare il benessere dei nostri anziani. Divieto di fare soldi sugli anziani. L’era dell’oro grigio è finita. Inizia l’era del benessere grigio.
  • Massimo 25 studenti per classe dalla scuola materna all’ultima classe
  • Risorse adeguate destinate alla psichiatria
  • Il referendum popolari deve entrare nella costituzione. Creare un sito leggibile ed efficace, supervisionato da un organismo di controllo indipendente, in cui le persone possono presentare una proposta di legge. Se questo disegno di legge ottiene 700.000 firme, dovrà essere discusso, completato, modificato dall’assemblea nazionale, che avrà l’obbligo (un anno dopo il giorno in cui sono state ottenute le 700.000 firme) di sottoporlo al voto di tutti francesi
  • Ritorno a un mandato di sette anni per presidente della Repubblica. L’elezione dei deputati due anni dopo dall’elezione del presidente della Repubblica permetteva di inviare un segnale positivo o negativo al presidente della Repubblica riguardo la sua politica. Ciò aiutava dunque a far sentire la voce del popolo.
  • Pensionamento a sessant’anni e per tutti coloro che hanno lavorato usando il fisico (muratore o macellaio per esempio) diritto alla pensione a 55 anni.
  • Un bambino di 6 anni non si mantiene da solo, continuazione del sistema di aiuti PAJEMPLOI (sistema di assistenza sociale per bambini n.d.t.) fino a quando il bambino ha 10 anni
  • Promuovere il trasporto di merci su rotaia.
  • Nessun prelievo alla fonte.
  • Fine delle indennità presidenziali a vita.
  • Divieto di far pagare ai commercianti una tassa quando i loro clienti usano la carta di credito.
  • Tassa sul combustibile marino e sul cherosene”

Qui il link al documento in francese.

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