Politiche attive del lavoro, Figuccia al ministro Di Maio: “ricollocarli come i cugini molisani”

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“Gli Operatori ex Sportelli Multifunzionali, esperti in Politiche Attive del Lavoro stanno vivendo una situazione di indigenza che va oltre l’emergenza sociale.1800 lavoratori che non godono più di alcun sostegno al reddito, il cui ultimo giorno di lavoro risale al lontano 9 aprile 2015 – lo dice Vincenzo Figuccia deputato dell’Udc all’Ars e leader del movimento Cambiamo la Sicilia che prosegue – Famiglie che rischiano di perdere la loro casa e ingrossare gli invisibili senza tetto che popolano i portici delle città siciliane.È l’emblema di una disillusione tutta siciliana. Sembrava si stesse tracciando una strada per affrontare e risolvere la questione dopo lo stanziamento di oltre 10 milioni di euro e la trascrizione del fantomatico articolo 13 nell’ultima finanziaria della scorsa legislatura. Niente di tutto ciò è come se non bastasse anche quest’anno ho voluto rimettere al centro la questione con un emendamento che prevedeva il loro reimpiego entro 180 giorni dall’entrata in vigore della nuova legge di stabilità e che non fu accolto. E la cosa più paradossale a onor del vero, è che nonostante l’indubbia afflizione, il coraggio emerge proprio da molti di questi lavoratori che senza darsi per vinti, qualche settimana fa, sono partiti alla volta di Roma per incontrare il Ministro del lavoro Luigi Di Maio. A lui va adesso l’accorato appello alla responsabilità per trovare una soluzione definitiva presumibilmente prendendo a modello quanto è fatto in Molise dove “i cugini” sportellisti sono stati ricollocati presso i centri per l’impiego. Quale sviluppo per una Regione se non si ripensa ad un serio potenziamento di questi importanti pivot cardine delle politiche attive del lavoro? Nessuno. Il ministro – conclude il parlamentare – rilanci il tavolo tecnico già la prossima settimana per dare risposte concrete a questa gente che da troppo tempo galleggia tristemente in acque limbiche”.

Com. Stam.

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