FILM: Moschettieri del re – La penultima missione ~ Tutti per chi?

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Scorrendone la variegata – almeno sulla carta – filmografia che vanta riletture bibliche, del western, del fantasy, sperimentalismi e rielaborazioni della commedia nostrana, a Giovanni Veronesi bisogna riconoscere la volontà di osare e di non fossilizzarsi.

Anche il tentativo in questione di riaffermare il genere cappa & spada, che pure, ai bei tempi, ha avuto i suoi epigoni nel nostro Paese, merita rispetto in qualità di sforzo produttivo insolito, baciato dalle scenografie di Tonino Zera, dai costumi di Alessandro Lai, dall’apprezzabile impiego di armieri, coreografi, truccatori, cascatori. Se a ciò si aggiunge un cast di prim’ordine, proprio non si capisce perché il regista e il suo cosceneggiatore Nicola Baldoni non potessero partorire una sceneggiatura meno storicamente approssimativa (soprattutto per quel che concerne il linguaggio, al di là delle ovvie licenze imposte dal clima steampunk alla Ritchie – inclusa camminata al ralenti dei protagonisti con occhiali da sole al ritmo di Prisencolinensinainciusol – o dalle citazioni da 007, con Luis Molteni in guisa di Q) e dall’umorismo maggiormente ponderato, anziché affidarsi a situazioni semi-improvvisate e parlate regionalistiche. Senza contare i numeri in libertà (“Abbiamo pronunciato questo motto per 30 anni”, “Non ci vediamo da 20 anni”, “Ho servito per 13 anni”, “Ho perso 35 chili in 28 anni”…). E poi no, il finale a sorpresa non giustifica tutto.

In ansia per il giovane Luigi XIV (Marco Todisco), la regina Anna (Margherita Buy), assistita da un’alacre cortigiana (Matilde Gioli), rintraccia D’Artagnan, moschettiere a riposo dall’ improbabile ma divertente accento straniero (Pierfrancesco Favino, al quale tutto si perdona, unico “spadaccino” a non aver mai lavorato con Veronesi), e lo prega di radunare i suoi “colleghi” per far fronte alle poco rassicuranti trame che il cardinale Mazzarino (Alessandro Haber) ordisce insieme a Milady (Giulia Bevilacqua). Ed ecco unirsi, riluttanti e invecchiati, Athos (Rocco Papaleo), saggio e omosessuale, Aramis (Sergio Rubini), ritiratosi in convento, e Porthos (Valerio Mastandrea), dimagrito e autoisolatosi. I nostri, schivando qualche falso amico (come il personaggio di Antonino Iuorio), sono appoggiati da un servo muto e quasi indistruttibile (Lele Vannoli) e, più in là, della ribelle Cicognac, interpretata da Valeria Solarino, ormai immancabile compagna dell’autore. Questi covava l’eccentrico progetto basato sui personaggi di Dumas (frequentatissimi da ogni cinematografia importante) da tanto. Una bizzarria pop purtroppo priva di reale struttura, musicata, fra gli altri, da Luca Medici in arte Checco Zalone.

Moschettieri del re – La penultima missione (Italia, 2018) di Giovanni Veronesi con Pierfrancesco Favino, Sergio Rubini, Rocco Papaleo, Valerio Mastandrea, Margherita Buy

Massimo Arciresi

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