Widows – Eredità criminale ~ Tra delinquenza e politica

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Ci sono vari appunti da muovere al quarto ambizioso lavoro di Steve McQueen (Hunger, Shame, l’Oscar 12 anni schiavo), il primo senza Fassbender.

Per esempio, fra personaggi limati a dovere dalla sceneggiatura (da una miniserie tv di Lynda La Plante degli anni ’80) redatta dal regista con Gillian Flynn (l’autrice de L’amore bugiardo), le inguaiate protagoniste, mogli di rapinatori crivellati dalla polizia durante un rischioso colpo nella corrotta Chicago (uno è Jon Bernthal, ormai specializzatosi in ruoli “touch ’n ’go”), peccano di un discreto cinismo (all’inizio per la tacita accettazione dell’attività dei compagni, poi per l’ancorché titubante passaggio all’azione quando capiscono che il derubato, criminale prestato alla politica con il volto dell’interessante Brian Tyree Henry, pretende da loro il maltolto), sebbene la morale sia programmaticamente assente. Un’ulteriore eventuale obiezione riguarderebbe nessi e relazioni, e si notano persino parentesi e reazioni non proprio all’altezza del livello generale.

Nonostante tutto, quest’ultimo permane piuttosto alto. D’altronde McQueen, dopo l’exploit del film precedente e disponendo di un (altro) cast di lusso, non poteva sbagliare (troppo), e l’impianto intriga. A trainare il nutrito gruppo d’attori troviamo la salda Viola Davis, nella finzione coniugata con il ladro Liam Neeson (che “sporca” un po’ la sua immagine). Quando costui resta ucciso con la propria banda, è lei ad adunare – grazie all’affidabile autista interpretato da Garret Dillahunt, azzeccata figura marginale – le fin lì sconosciute consorti dei complici, la titolare messicana di una boutique (Michelle Rodriguez) e una slanciata ragazza d’origine polacca (Elizabeth Debicki), sulle quali, una volta rimaste sole, si allungano le ombre, rispettivamente, dell’esproprio e della prostituzione d’alto bordo (è la terribile madre incarnata da Jacki Weaver a spingere in tale direzione). Ci sarebbe pure una terza signora (Carrie Coon), ma fa storia a sé.

Insomma un dinamico club delle vedove (ma qui non si ride) – completato da una babysitter/palo (Cynthia Erivo, reduce da 7 sconosciuti a El Royale) non meno in difficoltà – che richiama il chiassoso Set It Off e che in effetti pare, in esergo, un’agguerrita rappresentanza minoritaria. Qualche faccia giusta in più aumenta il piacere (solo leggermente colpevole) della visione, dall’ammanicato Robert Duvall (a cui bastano quattro pose per lasciare il segno) con ingrato erede (Colin Farrell) allo spietato fratello dell’antagonista Daniel Kaluuya (di Scappa – Get Out), dall’amante ricco Lukas Haas al predicatore-banderuola Eric C. Lynch.

Widows – Eredità criminale (Widows, USA/GB, 2018) di Steve McQueen con Viola Davis, Michelle Rodriguez, Elizabeth Debicki, Cynthia Erivo, Liam Neeson

Massimo Arciresi

 

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