Red Sparrow ~ Dalla Russia con furore

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Dopo l’exploit, qualche mese fa, di Atomica bionda (che però vantava un turbolento sfondo storico), ecco un altro film spionistico incentrato su una letale agente trascinata in una situazione assai complicata. Le differenze sono comunque molte: Dominika Egorova, interpretata dalla giustamente quotata Jennifer Lawrence, è bruna (originariamente), russa, più giovane; è un’ex-ballerina del Bolshoi incidentata, reclutata a forza nelle segretissime file degli Sparrow, addestrati duramente per sedurre senza pietà e incastrare il nemico. Orfana di padre, ha una madre (Joely Richardson) bisognosa di assistenza medica e uno zio (Matthias Schoenaerts, abbastanza viscido) che conta e che perciò, quando la ragazza rischia di perdere lavoro e privilegi, ha facoltà di assegnarle una rischiosa missione in veste di esca e – poiché la danzatrice ha visto troppo – di inserirla successivamente nelle sopracitate forze speciali dei “Passeri”.

L’incalzante trama si dipana fra varie capitali europee. Oltre che a Mosca, si fa tappa a Budapest, dove Dominika intercetta l’“autoesiliato” collega americano Nate (Joel Edgerton, quasi-divo per tutte le stagioni), il quale protegge un informatore tanto ghiotto quanto misterioso, nonché a Vienna e Londra. Superfluo specificare che il ruolo dello statunitense risulta particolarmente salvifico, però va anche detto che la sceneggiatura di Justin Haythe, tratta dal romanzo di Jason Matthews (grossolano emulo di le Carré un tempo nella CIA), è concepita al pari di un’acuta partita a scacchi giocata dalla protagonista, figura da principio indifesa che si rivela in seguito più lungimirante che manesca (qualora non si volesse tener conto della sua brutale, forse crudelmente umana – perciò afferente a chiunque – ma pressoché spiazzante reazione al tradimento che fa da scintilla alla vicenda).

Al di là delle visioni ideologiche vecchia maniera (come se la cortina di ferro non si fosse mai alzata), il lavoro di Francis Lawrence (che fa squadra con l’attrice sua omonima da quando diresse tre capitoli su quattro di Hunger Games e qui – tramite sequenze violente, sotterranee deviazioni e inaspettati nudi – si dimostra in grado di incrinare gli schemi del blockbuster) può contare su una certa risolutezza (appunto) e su un discreto ritmo. In più, a sollevare ulteriormente l’asticella qualitativa c’è uno stuolo di comprimari di lusso, capeggiato dall’ombroso generale che ha il volto di Jeremy Irons e dall’inesorabile “insegnante” Charlotte Rampling (una carriera coerente, la sua) e rimpolpato dall’alto funzionario Ciarán Hinds, dallo sbandato contatto Mary-Louise Parker e dalla basista Thekla Reuten.

Red Sparrow (id., USA, 2018) di Francis Lawrence con Jennifer Lawrence, Joel Edgerton, Matthias Schoenaerts, Charlotte Rampling, Jeremy Irons

Massimo Arciresi

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