Sebastiano Tusa presenta il suo ultimo libro I popoli del Grande Verde (Edizioni di Storia)

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Oggi, mercoledì 21 febbraio, alle ore 18:00 presso la Feltrinelli Libri e Musica (via Cavour 133 – Palermo), Sebastiano Tusa presenta il suo nuovo libro I popoli del Grande Verde (Edizioni di Storia) insieme a Massimo Cultraro e Nicola Cusumano.

Chi erano realmente coloro che comunemente chiamiamo ”i Popoli del Mare”? La complessità e la vastità dell’area di riferimento ove essi agirono inibiscono una risposta univoca. La loro etnogenesi non è facile da definire sia per difficoltà oggettive di dare una connotazione geografica ai vari etnonimi che compaiono nelle fonti, sia perché, tranne che nel caso dei Filistei, assegnare una produzione ceramica o comunque materiale a un popolo è sempre un’operazione difficile e rischiosa.

Emergono sul finire della Tarda Età del Bronzo come diaspora migratoria seguita alla lacerante crisi socio-economica e politica del sistema palaziale delle cittadelle micenee e delle loro propaggini costiere anatoliche occidentali accresciuta anche da eventi naturali catastrofici.

Li troviamo in varie regioni del Mediterraneo e molto spesso citati nei testi egiziani, ittiti, ugaritici sia come portatori di rovina e distruzione sia come mercenari. La loro immagine storiografica negativa, principalmente dovuta all’identificazione con i Filistei tanto vituperati nella Bibbia, deve essere rivista alla luce di una più vasta e completa documentazione archeologica, ma anche ad una rilettura delle fonti più oggettiva.

La migrazione dei Popoli del Mare appare meno apocalittica e traumatica di quanto si credesse in passato. E’, certamente, un importante episodio che influenza una crisi che il Mediterraneo vive tra il XIII e il XII sec.a.C., che ha radici e cause ben più ampie e che non può essere spiegata soltanto con il ricorso a invasioni e immigrazioni. In questo quadro storico mediterraneo i Popoli del Mare, non solo si integrarono, ma ne garantirono la continuità lasciando in eredità ai Fenici il loro spiccato dinamismo marinaro. Anche i Filistei, che risultano tra i Popoli del Mare quelli con la maggiore personalità, confluirono annullando la propria identità nel regno d’Israele.

Sebastiano Tusa, nato a Palermo da genitori entrambi archeologi, consegue la laurea in Paletnologia presso l’Università degli Studi di Roma «La Sapienza» nel 1975 dove si specializza in archeologia orientale. Indirizza gli studi verso la preistoria e protostoria mediterranea ma, tra il 1972 ed il 1985 effettua scavi e ricerche archeologiche in Pakistan, Iran ed India. Nel periodo tra il 1978 ed il 1979 espleta le funzioni di segretario generale dell’Istituto Italo-iraqueno di Archeologia effettuando scavi e ricerche nella valle del Dyala e nella zona assira a Nord di Mosul, che prosegue nel corso degli anni ‘80 del secolo scorso. Dal 1980 al 1982 è ispettore archeologo preistorico presso il Museo Preistorico ed Etnografico L. Pigorini di Roma. Dal 1982 al 1993 è stato ricercatore universitario prima presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Roma «La Sapienza» e poi presso l’Università degli Studi di Palermo. Idoneo al concorso per professore ordinario di Paletnologia presso l’Università degli Studi di Cagliari. Dal 1993 è entrato nei ruoli dell’amministrazione regionale siciliana dei beni culturali ricoprendo vari incarichi dirigenziali. Nel 2004 ha creato, e ne è stato Soprintendente, la prima Soprintendenza del Mare d’Italia. Dal 2010 è Soprintendente per i Beni culturali ed Ambientali di Trapani. Dall’aprile del 2012 è nuovamente Soprintendente del Mare. È stato docente a contratto di Paletnologia presso l’Università di Napoli Suor Orsola Benincasa e di Archeologia Subacquea presso l’Università di Bologna (sede staccata di Trapani). Attualmente è professore a contratto (Gastprofessur) di archeologia marina presso la Philipps Universitaet Marburg (Germania). Dirige scavi e ricerche archeologiche terrestri e sottomarine in Sicilia, Libia, Tunisia e Giappone. È autore di oltre 700 saggi e monografie scientifiche e divulgative inerenti archeologia mediterranea ed orientale.

Com. Stam.

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